Federfarma Lombardia è caos – Si dimette anche Braguti: «Troppo morbidi con il Capitale. Lascio»

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Federfarma Lombardia, è caos. Lascia l’incarico di tesoriere il dottor Andrea Braguti, presidente provinciale di Lecco. Dopo le dimissioni di Gianni Petrosillo, avvenute due giorni fa a seguito della bocciatura del progetto di software house unica a marchio del sindacato.

«Le mie scelte non hanno alcun che a vedere con la decisione di Petrosillo. Semmai le sue dimissioni sono state solo lo stimolo finale».

Dottore, chiarito questo punto allora spieghi il motivo della sua decisione

«E glielo dico subito, senza alcun tipo di problema. Ho avvertito una mancata condivisione della linea politica della presidente di Federfarma. E quando ci si rende conto di cose del genere bisogna fare un passo indietro. La scelta è ricaduta, soprattutto, per la poca incisività di Federfarma rispetto all’ingresso del capitale di cui si parla nel DDL Concorrenza allo studio in Senato».

Crede, dunque, che la posizione di Federfarma sia stata troppo “morbida”?

«Ritengo ci sia stata una mancanza di giudizio nei confronti della cosa. Anche nell’ultima assemblea del 13 luglio è stato fatto un rapido passaggio su una questione, come quella del capitale, che doveva essere studiata a fondo. La Fofi si è espressa, Federfarma sembra quasi trovarsi in accordo con le prospettive del DDL».

Resta comunque alla guida di Federfarma Lecco?

«Assolutamente. Resto vicino ai tanti farmacisti che mi hanno dato credito e che hanno ancora fiducia nel mio operato».

L’indebolimento della leadership di Federfarma è un dato di fatto?

«Non credo. Certo è che oramai il disagio inizia ad affiorare anche a livello nazionale. E non è un buon segnale per l’attuale establishment».

Con le elezioni che si terranno in primavera, forse proprio mentre si starà approvando in via definitiva il Disegno legge Concorrenza

«Staremo a vedere cosa succederà. Anche se mi auguro che il DDL venga licenziato quanto prima».

Grazie dottore, buon lavoro.

A lei

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