Capitali e fascia C – Audizioni in Senato per la filiera del farmaco. Tutti i retroscena

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Penza, Tuscany region - Italy. An old pharmacy sign made of stone
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Questa mattina, dalle ore 9.30 alle 13.00, all’interno dell’aula della decima commissione del Senato, a palazzo Madama, ci sono state le audizioni di tutte le categorie della filiera del farmaco, in vista dello studio e della successiva approvazione del Disegno di legge per la concorrenza.

Sono stati ascoltati nell’odine:

Associazione dei distributori farmaceutici:

Assogenerici;

Federfarma;

Federfarma Servizi;

Fofi;

Enpaf.

Fatta salva la preoccupazione dichiarata da Assogenerici, rispetto alla possibile entrata dei capitali nella filiera, le altre sigle erano tutte, tendenzialmente, seppure con qualche modifica sostanziale, favorevoli alle nuove modifiche impostate dal Governo.

Nello specifico, l’associazione dei distributori farmaceutici si è detta favorevole all’ingresso dei capitali, per ampliare il regime di concorrenza, e favorevole anche alla permanenza dei farmaci di fascia C all’interno della farmacia al fine di evitare che i costi di distribuzione dei medicinali possano aumentare.

Assogenerici, come anticipato, ha avanzato delle perplessità sull’entrata del capitale adducendo al possibile rischio che si crei “oligopolio” anziché concorrenza.

Federfarma, dalle parole della sua presidente AnnaRosa Racca ha evidenziato il punto soffermandosi sulla possibilità di inserire la figura del farmacista all’interno delle nuove società che acquisiranno farmacie. Federfarma Servizi ha avallato la proposta della presidente immettendo la possibile clausola del 51% della società nelle mani di un socio farmacista.

Ancora più incisiva la rappresentanza della Fofi che, per l’ingresso dei capitali, ha fatto espressamente richiesta dei due terzi nelle mani di soci farmacisti: per una questione di responsabilità che non può prescindere dalla professionalità e dal servizio che svolge il farmacista.

In ultimo l’Enpaf che ha richiesto una rimodulazione dell’ingresso dei capitali al fine di evitare che possano persistere, nell’influenza numerica, un netto decremento degli iscritti all’ente previdenziale.

Interessante è stata la domanda di una senatrice componente della commissione che ha evidenziato la parità di funzioni e ruolo del farmacista, sia all’interno della farmacia che all’interno della parafarmacia, guardando i due casi dall’occhio del cittadino. Le ha controbattuto la presidente di Federfarma: «E’ vero che il farmacista ha medesime competenze. Ma è il ruolo della farmacia ad essere fondamentale. Perché gli standard del nostro sistema farmaceutico sono elevatissimi ed offrono la possibilità al cittadino di esser monitorato 24 ore al giorno, sette giorni a settimana, 365 giorni, in ogni luogo della nostra nazione. Anche in un paese che conta duecento abitanti».

Ora si attende lo studio della commissione in Senato e la data in cui il documento verrà approvato

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