Big Tobacco nel mercato della marjuana? L’inchiesta di USA TODAY ne svela i retroscena

0
740
Print Friendly, PDF & Email


Perché i colossi del tabacco sono pronti ad investire nel mercato della marjuana a partire dagli Stati Uniti d’America? In un’inchiesta pubblicata su Usa Today ci sono tutte le motivazioni che spingono il colosso della Virginia ad entrare in un mercato florido e fiorente come quello della cannabis. Addirittura negozianti e produttori sembrano preoccupati per le mosse di Big Tobacco.

Oggi la regolamentazione legata all’utilizzo e al commercio della cannabis a scopo ricreativo è ancora una piccola realtà, nonostante si stia parlando di un paese come gli USA. Intanto, però, i piccoli operatori del settore stanno lottando strenuamente per ottenere prestiti bancari ed espandere le proprie prospettive. In molti temono che le aziende produttrici di tabacco, con fondi a disposizione e cifre a nove zeri, relazioni governative ed istituzionali molto fori, possano entrare nel business della marjuana. In più di un’occasione, infatti, Big Tobacco stava per venire allo scoperto.

Ed ecco come i tempi sono cambiati rispetto all’industria del tabacco e alla propensione di immettersi in un nuovo mercato.

usat-2015-03-27-state-pot-decriminalize«Il nostro intento – dice a Usa Today Richard Smith della RJR – è quello di valutare continuamente tutte le opportunità finalizzate a valorizzare il nostro portafogli e soddisfare le preferenze dei consumatori adulti di tabacco ai quali potremmo offrire un valore aggiunto. Al momento, tuttavia, nessuno sta valutando il possibile ingresso nel mercato della marijuana».

Detto, non detto e se due indizi non fanno una prova, Jeffrey Friedland, capo esecutivo della internazionale INTIVA, esclude questa possibilità, al momento, ma nel prossimo futuro la tiene relegata nel cassetto. Si spiega meglio dicendo che il tabacco e i suoi consumatori hanno cambiato le proprie abitudini e vogliono qualcosa in più. La combinazione con la cannabis potrebbe essere la vera novità assoluta.

Al momento non ci sono ancora i crismi della legalità per la produzione, ma qualcosa si muove. Le compagnie del tabacco ora stanno cercando di muoversi verso le sigarette elettroniche e molti negozi vendono le e-cig all’olio di cannabis. «Ad oggi – apre Friedland – nella loro commercializzazione non c’è nulla di illegale».

Aziende produttrici di tabacco già si trovano ad affrontare norme governative rigido e la tassazione e probabilmente temono che si spostano in marijuana porterebbe esame supplementare quando si sta cercando di muoversi in e-sigarette, che non sono tassati e regolati allo stesso modo di sigarette tradizionali, ha detto. Molti negozi vendono marijuana e-sigarette pieni di olio di marijuana.

La realtà del mondo moderno suggerisce il contrario, ha detto il presidente e CEO Derek Peterson di Terra Tech, una società con sede in California che produce attrezzature da serra idroponica per i coltivatori tradizionali di marijuana e sta aprendo strutture per la marijuana medica in Nevada. Peterson, un ex banchiere di Wall Street, opera anche un dispensario in California e dice che l’economia in ultima analisi favorisce le grandi imprese.

E siamo a tre indizi. Insomma, sulle voci relative alla sigaretta alla marjuana si è a conoscenza di investimenti milionari. In attesa che ci sia un paese che primo la legalizzi. In Italia, come già scritto da quellichelafarmacia, c’è una proposta di legge al vaglio del parlamento. Se saremo i primi non è dato sapere, sappiamo però, che il bel paese si sta muovendo

L’inchiesta di USA TODAY

Marlboro nel mercato della marjuana

L’opportunità della legalizzazione del tabacco