Giornata Mondiale dell’Epatite: OMS e Aifa invitano alla prevenzione

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Previeni l’epatite. Agisci adesso” è lo slogan che ha lanciato l’Organizzazione Mondiale della Sanità per celebrare in tutto il mondo la Giornata dell’Epatite 2015, un momento di riflessione e informazione su questa patologia, ma soprattutto sulle possibilità di prevenzione e cura da mettere in campo fin da subito. Quest’anno l’evento sarà lanciato in Egitto, uno dei paesi più colpiti dall’epatite, soprattutto l’epatite C che colpisce il 10% della popolazione tra i 15 e i 59 anni.

Le epatiti sono causate da 5 diversi virus (A, B, C, D e E) e si manifestano come un’infiammazione del fegato che può portare a conseguenze anche gravi, come la cirrosi, la fibrosi e il cancro. Nella maggioranza dei casi esse sono di origine virale, ma in alcune occasioni il contagio può avvenire a causa di malattie autoimmuni, oppure per via sessuale e attraverso sangue infetto, o ancora per l’abuso di alcool e sostanze stupefacenti. L’OMS stima che ogni anno 1,45 milioni di persone muoiono di epatite B e C che nell’80% dei casi sono responsabili di conseguenze gravi come il cancro al fegato e proprio su questi due particolari virus si vuole richiamare l’attenzione di governi e società civile affinché si attivino per misure preventive efficaci e immediate.

Prevenire l’infezione è infatti il primo dei messaggi chiave della campagna, insieme a ricorrere all’impiego di iniezioni sicure; vaccinarsi; fare i test per rilevare la presenza della malattia e richiedere i trattamenti.

E’ fondamentale innanzi tutto conoscere i rischi legati all’infezione: l’OMS ribadisce la necessità per tutti i servizi sanitari di utilizzare solo materiale sterile per le iniezioni e le altre procedure mediche, di testare le donazioni di sangue per verificare che non sia infetto e di promuovere l’uso del vaccino contro l’epatite B. A questo proposito, lo scorso marzo l’Organizzazione ha rilasciato una linea guida specifica sulla prevenzione e trattamento dei pazienti affetti da epatite B cronica, sull’esempio di quanto realizzato l’anno prima con il documento analogo sullo screening e la terapia per l’epatite C. E non è un caso, inoltre, che la data del 28 luglio sia stata scelta proprio in onore del compleanno di Baruch Blumberg, biochimico statunitense scomparso nel 2011, insignito del premio Nobel per aver scoperto il virus dell’epatite B e sviluppato il primo vaccino.

Se si pensa poi che circa 2 milioni sono i pazienti che ogni anno contraggono l’infezione a causa di iniezioni non sicure, la strategia più razionale dovrebbe prevedere, oltre all’impiego di siringhe appositamente realizzate per impedirne il riuso, anche il ricorso a medicinali da somministrare per via orale, laddove possibile.

Quello delle epatiti è un tema che come molte altre emergenze di salute necessita di un approccio globale e razionale: anche per questo, l’OMS promuove un summit mondiale che si terrà dal 2 al 4 settembre a Glasgow, in Scozia, alla presenza di tutti i policymakers e i rappresentanti dei pazienti per affrontare gli aspetti scientifici, sociali e economici della gestione delle epatiti B e C. Si parlerà anche di sostenibilità dei trattamenti innovativi per queste infezioni virali e di un possibile finanziamento “universale” delle relative terapie che superi i programmi nazionali verticali.

L’AIFA ricorda che è a disposizione di pazienti e operatori sanitari l’agoritmo per la scelta della terapia per l’epatite C cronica che recentemente è stato aggiornato con gli ulteriori schemi terapeutici relativi alle opzioni di trattamento a disposizione (paritaprevir/ombitasvir/ritonavir +/- dasabuvir, daclatasvir, ledipasvir, interferone peghilato, ribavirina, simeprevir, sofosbuvir). Proprio nell’ottica di una corretta informazione e del trasferimento di adeguata conoscenza, l’algoritmo si configura come uno strumento informatico in grado di guidare il paziente offrendogli informazioni, da condividere con il proprio medico curante, sulle opzioni terapeutiche disponibili e attualmente rimborsate, lasciando a quest’ultimo la facoltà di scelta. Accanto all’algoritmo, si affiancano poi i Registri di Monitoraggio AIFA per i farmaci per la cura dell’epatite C che, ad esempio, nel caso delle specialità Sovaldi e Harvoni, hanno consentito in pochi giorni di verificare – tra SSN e Azienda produttrice – la congruità del numero dei trattamenti avviati e definire quindi il primo scaglione di sconto a favore del servizio sanitario, definito lo scorso 23 luglio in base all’accordo prezzo/volume convenuto al momento della negoziazione dei farmaci in questione.

fonte: AREA STAMPA “AIFA”