DDL Concorrenza, Castiello e Ricciatti presentano emendamenti – Taurino (FNPI): «Il Pd ha l’obbligo morale di risolvere la questione. Subito»

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Oggi sono partiti i lavori in commissioni congiunte per il DDL Concorrenza, nei prossimi giorni per il ramo farmaceutico. Marcello Taurino, farmacista titolare di parafarmacia dal 2007, plaude all’operato di Fi/Conservatori-Riformisti e alla sensibilità di Sinistra Ecologia e Libertà.

Le parole di Marcello Taurino, brindisino titolare a Lecce, sono di apprezzamento nei confronti delle indicazioni portate in commissione congiunta dagli onorevoli Pina Castiello e Lara Ricciatti.

«Quello che voglio si chiarisca subito, e per sempre, è che se il DDL concorrenza non verrà approvato con delle norme che favoriscono lo sviluppo reale della concorrenza, in Italia, sarà la sconfitta del partito democratico. Il PD, oggi, a nove anni dall’approvazione del decreto sulle liberalizzazioni di Bersani, ha l’obbligo morale di risolvere la questione».

E ancora: «Ad oggi esiste ancora la parola parafarmacista. Cosa significa? Niente. Siamo farmacisti come tutti gli altri che hanno una farmacia».

Spiega nel dettaglio: «Seguo questa vicenda da otto anni ormai. E se il partito di governo non la risolverà come deve, vorrà dire che l’unico interesse che aveva allora e che ha ancora oggi, è il farmaco, e non le liberalizzazioni. Il DDL concorrenza approvato il 20 febbraio scorso, se così dovesse essere approvato ha solo l’intenzione di smantellare il sistema farmaceutico italiano».

Le logiche del mercato sono come quelle di natura: il più grande mangia il più piccolo: «E’ evidente, anche con l’ingresso del capitale e delle multinazionali che per noi, farmacisti titolari di parafarmacia e anche per le piccole farmacie, sarà praticamente come officiare il funerale. Non possiamo, non vogliamo permetterlo. Anche per dire grazie ai sacrifici che abbiamo fatto in questi anni. Per dare la possibilità a tutti di riuscire nel proprio intento. E soprattutto per essere ripagati degli sforzi fatti di lavoro e abnegazione».

Sposta il tiro sugli studi di settore: «Un’altra mannaia. La prima cosa a cui hanno contribuito sono stati i licenziamenti dei collaboratori di farmacia. E’ chiaro che se in base alle uscite posso capire le tue entrate, dove tagli? Sul personale».

E chiude: «L’unica cosa che non abbiamo capito è come mai tutti i non laureati in farmacia dal 2006 hanno potuto aprire una parafarmacia, anche nei distributori di benzina è possibile, perché nelle parafarmacie non si può installare una colonnina che eroghi benzina e diesel?».