Sicilia, spesa farmaceutica: indagini Gdf per l’ammanco di 125 mln

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guardia_di_finanza_medicinaliLa spesa farmaceutica siciliana, come illustrato dall’assessore alla salute, Lucia Borsellino, avrebbe superato del 16% il tetto di spesa massima gravando pesantemente sui conti delle Regione al punto da dover varare uno specifico piano d’interventi mirati nei prossimi anni che possano ammortizzare l’ammanco economico, un’eccesso di spesa che secondo i dati, emersi in commissione Sanità dell’Ars, potrebbe avere una matrice  a scopo di truffa, un quadro che i principali esponenti della Regione hanno considerato bloccando tutti i documenti allo scopo di avviare un controllo col supporto della Guardia di Finanza.

Il tetto della spesa farmaceutica regionale ha superato i limiti previsti e per arrivare ad allinearci agli indicatori dettati dalla normativa nazionale la Regione dovrà’ sostenere grossi sforzi sugli interventi nel triennio 2013/2015″, queste le parole a caldo dell’assessore alla Salute, l’ammanco sarebbe stato quantificato in ben 125 milioni di euro, una cifra troppo elevata per pensare alla casualità: “Abbiamo avviato un’azione sinergica con la Guardia di Finanza – ha proseguito Borsellino – che sta svolgendo controlli sul comparto della spesa farmaceutica e specialistica e individuato le soglie prescrittive di alcune classi di farmaci che hanno maggiore impatto sui consumi e sulla spesa“.

Situazione complicata e di difficile interpretazione, almeno per i dati attualmente in possesso che senza verifiche lasciano spazio al semplici ipotesi, come spiegato anche dal presidente della commissione Sanità, ovvero Pippo Digiacomo, “Abbiamo ottenuto garanzia dal governatore Rosario Crocetta che saranno presi interventi urgenti e immediati. Dalla riunione sono emerse diverse ipotesi di reato come tangenti, furti di ricettari e comparaggio nell’ambito della spesa farmaceutica regionale che ammonta complessivamente a un miliardo e 350 milioni e che sfora il tetto massimo di oltre 125 milioni. Cosicchè ho dovuto chiedere di secretare gli atti della seduta perché’ e’ stato necessario fare nomi e cognomi che sono stati riferiti anche al presidente della Regione e saranno consegnati alla magistratura. Aspettiamo – ha concluso Digiacomo – ora i documenti che produrra’ l’assessorato e affronteremo nuovamente la questione con urgenza in commissione”