Sanità, Cursi (An): “No alla vendita negli esercizi commerciali dei farmaci di fascia C”

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Viene spontaneo definire inconcepibile la vendita negli esercizi commerciali dei farmaci etici con obbligo di ricetta, quelli di Fascia “C” del prontuario terapeutico del SSN, cosí come risulta da un emendamento presentato dalla maggioranza di Governo e approvato dalla Camera in tal senso”. È quanto dichiara Cesare Cursi, vice presidente della Commissione di Igiene e Sanità del Senato, che sottolinea come ció rappresenti sul piano politico “un fatto grave, in quanto non risultano rispettati da parte del Governo gli impegni assunti nel tavolo tecnico ‘Ministero della Salute-Tesoro-Federfarma’.
Mentre sul piano pratico, – prosegue Cursi, viene a crearsi un disagio per i consumatori, per la confusione derivante dalla vendita contemporanea di medicinali di automedicazione e di farmaci di Fascia “C” con caratteristiche tecniche ben precise.
E di conseguenza viene sminuito il ruolo fondamentale delle farmacie e dei professionisti che vi operano, venendo meno quell’azione di ‘filtro’, tra gli organismi preposti alla Sanità e i consumatori, che garantisce la tutela della salute degli stessi”.
“Nella Fascia “C” infatti – spiega ancora il senatore di An – sono compresi farmaci oncologici, dopanti ed altri del tutto simili, per alcune basilari caratteristiche tecniche, ai farmaci di fascia “A” erogati dal SSN. Soltanto la farmacia e il farmacista sono in grado di fornire al paziente le informazioni e i servizi indispensabili per un uso sicuro di prodotti che restano, comunque, ad elevato rischio. È con compiacimento – conclude Cursi – che ho appreso che anche il Ministro Turco ha espresso dissenso all’emendamento, assicurando la sua eliminazione in Senato. Il nostro augurio è che il Ministro della Salute manterrà l’impegno assunto e che, quindi, si pervenga all’abrogazione dell’emendamento, alla quale confermiamo sin d’ora la nostra disponibilità.