Distribuzione diretta: i dati Cref invitano all’individuazione di nuove strategie

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dati istatL’individuazione di nuove forme di distribuzione da inserire nell’attuale contesto, ottenendo client satisfaction e contenimento dei costi, è ovviamente una delle primarie politiche su cui le Regioni e le farmacie lavorano da tempo per poter sviluppare la forma comune agli interessi di entrambe senza dover stipulare compromessi, una definizione che sembrerebbe calzare a pannello per la distribuzione diretta. A sottolineare quanto tale modalità generi risparmi oppure la soddisfazione del cliente, senza poter soddisfare entrambe le prerogative, sono stati i dati di un recente studio illustrato da Federfarma.

L’analisi è stata condotta dal Cref, il Centro ricerche economiche e formazione di Udine, valutando la diversificazione dei costi della distribuzione diretta a seconda della rete sviluppata tra Asl e farmacie scoprendo quanto maggiore è la complessità, in un’idea di decentralizzazione capace di passare per varie figure, e proporzionalmente è maggiore il costo del farmaco al cittadino. Questo aspetto è risultato verosimile nel caso della dispensazione ad Arezzo con un costo medio di 19,74 euro per confezione, frutto ovviamente di picchi che solo nel caso di Valtiberina sale a ben 35 euro e nella farmacia ospedaliera cittadina scendono a ben 2,73 euro. L’adozione di un sistema di risparmio centralizzato, al contempo, scarica i costi reali sui cittadini che gli studi hanno quantificato in  1,54 euro per ogni singolo passaggio nella farmacia sotto casa,  3,59 euro per ogni visita allo sportello di distrettuale ed infine ben 11,07 euro per ogni viaggio nella struttura ospedaliera centralizzata.

Elementi inequivocabili che inducono a considerazioni sulla distribuzione diretta, che saranno oggetto di una discussione ad opera di Federfarma in un evento di inizio anno, stimolando il confronto con le Regioni al fine di poter introdurre delle modifiche nella trattativa per la remunerazione e la nuova Convenzione diretta alla formulazione di una nuova rotta che possa trarre il meglio delle considerazioni emerse dallo studio Cref, ovviamente con un nuovo metodo che possa giovare ad entrambi ottimizzando ulteriormente il meccanismo. Gli obiettivi, come illustrato da Annarosa Racca, riguardano la volontà di sviluppare una discussione non solo dedita alla semplice rivalutazione delle quote economiche fine a se stesse quanto al tracciamento di un ruolo, legato ovviamente alla spesa, maggiormente centrato della farmacia quale elemento primario dell’asset distributivo di Asl e Regioni capace di risolvere una volta per tutte i problemi dell’attività, fornendo un futuro in discesa rispetto l’attuale presente in salita.