Vaccinazioni antinfluenzali: raccomandanzioni da Aifa e Cdc

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influenza-numero-verde-vaccini_26102012 (1)La severità patologica del nuovo virus influenzale, l’H3N2, ha generato un particolare richiamo d’allarme da parte delle autorità impegnate nel monitoraggio dei rischi associati ad un virus che, rispetto ai ceppi degli scorsi anni, nonostante le comuni variazioni stagionali pare abbia sviluppato un certo tasso di patogenicità responsabile dell’aumento di decessi sulle comuni percentuali standard. Ciò è risultato verosimile tanto in USA quanto in Italia, come visionato tra l’altro col caso Fluad quale sfortunato coincidenza di eventi, spingendo all’intensificazione nella somministrazione di vaccinazioni antinfluenzali.

Sull’importanza di adesione ad un prassi primaria nell’ambito delle politiche sanitarie a carattere preventivo sta insistendo, oltre che l’Aifa, in particolare il Centers for disease control and prevention statunitense che nei monitoraggi stagionali dell’incidenza virale ha confermato i dati che negli ultimi mesi avevano fatto scattare l’interesse verso i possibili rischi del virus H3N2. In particolare, secondo gli ultimi studi, la mutazione del ceppo virale avrebbe alimentato persino alcuni dibattiti interni sull’effettiva utilità delle attuali vaccinazioni antinfluenzali non del tutto corrispondenti al profilo virale verso il quale si stimola la risposta immunitaria, perplessità spente sul nascere proprio dal Cdc convinto di come l’inoculazione possa risultare anche in tali casi utile, vista l’affinità appartenente alla famiglia virale, stimolando una maggiore protezione che si traduce in termini blandi con una minore patogenicità e sintomi attenuati, decisamente meno rischiosi soprattutto contestualizzandoli a quadri clinici a rischio.

La vaccinazione – afferma Joe Bresee, responsabile della Influenza epidemiology and prevention branchsi è rivelata in grado negli anni passati di fornire una certa protezione anche contro i virus varianti. Inoltre, la vaccinazione offrirà una protezione contro altri virus influenzali che potranno diventare più comuni nel corso della stagione“. Su tali considerazioni è quindi continua la stimolazione di Aifa nella somministrazioni di vaccinazioni antinfluenzali la cui campagna, dopo proprio il caso Fluad, ha subito in preoccupante picco al ribasso. Le motivazioni sono riscontrabili nella scarsa informazione fornita ai cittadini nel tempo, spesso ignari sia dei meccanismi che dei vantaggi offerti dai vaccini, oltre che dai timori legati proprio al caso in essere che ha ulteriormente cementificato le paure rispetto una modalità preventiva ancora lontana dal comune ricorso collettivo.