Ddl Stabilità: ufficiale la norma d’incompatibilità tra farmacie e grossisti

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SENATOIl lavoro di definizione delle nuove norme che andranno a ridisegnare l’attuale quadro legislativo per la distribuzione dei farmaci, cercando di porre freno ad alcune criticità che hanno consentito ad oggi la nascita di fenomeni quali il paralle trade e la carenza farmaci, passerà principalmente attraverso la definizione d’incompatibilità tra farmacie e grossisti. Dopo numerose valutazioni, e discussioni, è ufficiale l’inserimento della relativa normativa all’interno del Ddl Stabilità attualmente in discussione presso la commissione Bilancio del Senato.

Alla base della nuova normativa che, una volta approvata, introdurrà l’incompatibilità farmacie-grossisti sfavorendo le associazioni identitarie ritenute, da recenti ricerche, alla base dei fenomeni sopracitati, vi sarà l’abolizione dell’articolo 100 comma 1 bis del d.lgs 219/2006 intervenendo su di un semplice tassello che non altererà l’attuale e complesso quadro normativo. La proposta nel Ddl Stabilità, attesa con particolare fervore dagli ambienti vicini, ha visto come firmatari i senatori Mandelli, Serafini e Piccinelli impegnatisi in una tematica ripercorsa da tempo come fattore primario, non a caso la stessa Federfarma aveva discusso tale punto all’interno dei fattori da modificare per il contrasto al parallel trade quale via risolutiva all’aspetto persistente della carenza farmaci che pone in difficoltà farmacie, farmacisti e soprattutto utenti spesso ponendo questi ultimi gli uni contro gli altri tra richieste spesso persistenti e l’incapacità di poter fornire risposte adeguate quasi passando per mere scusanti.

Il Ddl Stabilità, oltre che puntare l’attenzione su tale problema, inasprirà i trattamenti nei confronti dei grossisti o delle farmacie che in modo individuale applicheranno manovre di qualsiasi genere pensate in favore del parallel trade, il tutto abilitando le Asl e le Regioni a forme di risposta contraddistinte dalla massima severità visto anche l’interesse economico che in modo indiretto viene a pesare nei confronti del Fondo Sanitario e del Ssn, oltre che sulle spalle dei cittadini.