Vaccini: crolli nelle richieste, campagna vaccinale a rischio

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vaccino-antinfluenzale-prontoI timori legati all’eco mediatico che i primi risultati del caso Fluad, il vaccino divenuto protagonista della sfortunata coincidenza di casistiche di decesso in soggetto esposti all’inoculazione, stanno maturando una serie di risultati sulla campagna vaccinale che non mostrano un quadro positivo per la prevenzione influenzale. A delineare lo scenario critico è Federfarma, in collaborazione con Fimmg, illustrando come il panico mediatico abbia generato un pesante contraccolpo sulla distribuzione dei vaccini.

L’allerta ha infatti indotto, già nella settimana risalente al primo caso, crolli medi del 27% che in alcune aree hanno toccato punte massime del 70% confermate sia dalle Asl che dalle farmacie, tanto da generare disavanzi rispetto le attese basate sui dati del medesimo periodo stagionale dell’anno precedente. I timori, rispetto questo trend al ribasso tutt’altro che confermato ma decisamente verosimile alla realtà, sono ingenti considerando come su parametri medi, già normalmente non soddisfacenti, le campagne vaccinali permettono la tutela d’insorgenza di complicazioni avverse all’influenza che ogni anno uccidono circa 8mila soggetti. Reazioni avverse che nel caso Fluad non sono ascrivibili ai vaccini somministrati, come emerso dalle analisi condotte da Aifa ed  Istituto superiore di Sanità oltre che successivamente confermate dai tests condotti dal Comitato europeo di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza che hanno escluso responsabilità sia dei preparati che di Novartis, azienda produttrice.

Un dettaglio non da poco sul quale è intervenuto persino l’assessore alla Salute del Veneto che in un’intervista rilasciata all’Ansa ha insistito sulla qualità e la necessità di distribuzione dei vaccini le cui somministrazioni, come anche nel caso specifico di Fluad di Novartis, sono garantite da processi di assoluta sicurezza. Il motto è quindi quello di non prendere decisioni sulla base di un emotività del tutto irrazionale e fondata su preconcetti del tutto privi di prove scientifiche o riscontri, una definizione che racchiude la scelta degli italiani che stanno rinunciando alla vaccinazione invitandoli a tornare sui propri passi.