Decreto anticontraffazioni: la Sardegna pronta alle segnalazioni

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farmaci8La lotta all’irreperibilità dei farmaci, avviata dopo le tante proteste e segnalazioni con la definizione del Decreto anticontraffazioni, sta finalmente coinvolgendo tutte le Regioni con un processo progressivo che ha indotto ognuna ad avviare le disposizioni per le segnalazioni a Federfarma, al fine di garantire la continua osservazionale per poter scovare i fenomeni di parallel trade ed i grossisti che non aderiscono alle nuove normative redatte per garantire la reperibilità scongiurando la carenza farmaci.

Tra queste anche la Regione Sardegna ha avviato l’iter procedurale per consentire l’accesso al meccanismo di segnalazione a Federfarma, il tutto con una nota diffusa a farmacie e distributori lo scorso venerdì per ricordare come in caso di carenza farmaci, i titolari siano invitati a segnalare l’episodio alle associazioni provinciali di competenza che avranno il compito di raggruppare le schede di segnalazione per inviarle all’assessorato alla Sanità ed al Servizio farmaceutico territoriale dell’Asl competente secondo un protocollo di fornitura ogni 10 giorni nell’arco dei 30 previsti in un mese, quindi con 3 segnalazioni mensili, il tutto come stabilito dal Decreto anticontraffazioni.

Sull’adesione della Regione Sardegna è intervenuto il presidente di Federfarma regionale, Giorgio Congiu, che ha rassicurato sul fenomeno, definito quasi assente viste le metodiche adottate sino ad oggi che hanno scongiurato qualsiasi fenomeno di parallel trade, come l’attuale Decreto anticontraffazioni punta a fare: “La nota della Regione è coerente con la nostra realtà, è da tre anni che monitoriamo il fenomeno e tutti i casi di irreperibilità riscontrati sono sempre stati causati da interruzioni nelle forniture dai produttori, mai da carenze nella distribuzione intermedia. D’altronde, in Sardegna non si fa parallel trade e la Regione è sempre stata molto severa nella concessione delle autorizzazioni: nessuna farmacia qui fa intermediazione e le uniche che in passato avevano provato a fare domanda hanno poi rinunciato”.