Bpco: assenza di rischi nel trattamento con corticosteroidi inalatori

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salute-farmaco-bpcoBuone notizie per quanto riguarda i pazienti affetti dal Bpco, ovvero la broncopneumopatia cronica ostruttiva, per i quali è stato concluso lo studio relativo al trattamento con ICS,  corticosteroidi inalatori, ad alte dosi sino ad oggi ritenuti responsabili, nella valutazione rischio-beneficio, di un’elevata possibilità d’insorgenza di complicanze infettive come le polmoniti, aspetto scongiurato dai trial condotti a Taiwan che avrebbero dimostrato l’efficacia del trattamento ad alte dosi con assenza di patologie indotte.

La ricerca, pubblicata sul Drug Design, Development and Therapy, ha visto la combinazione di dosaggi di ICS con LABA, ovvero un beta-agonista a lunga durata d’azione, per trattamenti valutativi su soggetti affetti da Bpco tramite uno studio prospettivo randomizzato di circa 12 mesi, dividendo i soggetti in due distinti gruppi, il primo ad elevato dosaggio ed il secondo con dosaggio medio, valutando la funzionalità polmonare, con FEV1, CVF ed il questionario CAT, ogni 2 mesi in modo continuativo durante il periodo di follow-up.

I risultati hanno evidenziato come il trattamento per la Bpco con ICS abbia fornito importanti miglioramenti nei pazienti del primo gruppo, sottoposto quindi ad alti dosaggi, rispetto a quelli del secondo gruppo, ovvero con dosaggi medi, questi ultimi con miglioramenti pur presenti ma non paritari. I risultati avrebbero quindi scongiurato il rischio polmonite associato agli ICS ad alto dosaggio, sottolineando come l’associazione letteraria deriverebbe anche da incongruenze che i dati evidenzierebbero: “Il problema principale dei risultati contraddittori potrebbe derivare dalla metodologia adottata per la diagnosi di polmonite o nella differenziazione tra polmonite e riacutizzazione di BPCO correlata a un’infezione virale. Per la diagnosi di polmonite la radiografia del torace e lo studio dell’espettorato sono importanti. È pertanto possibile che nei precedenti studi prospettici o caso-controllo siano state effettuate sovradiagnosi di polmonite. Se lo sviluppo di quest’ultima non è correlato alla dose di ICS, allora nei pazienti con BPCO l’impiego di alti dosaggi sarebbe preferibile a causa dei maggiori benefici. I nostri dati, inoltre, non supportano le evidenze secondo cui in questi pazienti l’uso di ICS è dose-correlato al rischio di mortalità da polmonite”.