Carenze farmaci e parallel trade: Ministero avverte Regioni e filiera del farmaco

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mercato parallelo farmaciLa carenza farmaci in tutta Italia, con complicazioni per farmacie e pazienti, in particolare coloro che necessitano spesso di salvavita irreperibili, rappresenta un fenomeno la cui percentuale casistica era cresciuta enormemente negli ultimi mesi, eppure nonostante l’entrata in vigore del Decreto anticontraffazioni, nel quale spiccano norme dedicate al contrasto del parallel trade, pratica di gestione delle scorte con dirottamente di queste ultime verso l’estero e su mercati con prezzi di rimborsabilità più elevati, ad oggi pare che in poche Regioni abbiano aderito predisponendo i meccanismo di controllo per debellarne la presenza.

E’ da questa motivazione che nasce quindi l’avvertimento, redatto in forma di nota distribuito a farmacie, distributori e produttori, da parte del Ministero della Salute che ha voluto ricordare alcuni punti chiave del decreto incentrati sul contrasto di carenze farmaci e parallel trade, spingendo per l’adesione, in tempi brevi, ai nuovi meccanismi per poter garantire ai cittadini la presenza dei farmaci necessari sul territorio estinguendo la carenza del tutto, aspetto che ha lasciato insoddisfatto il Ministero viste le segnalazioni giunte recentemente tanto da spingere ad un dentro o fuori, con l’invio di controlli serrati da parte dei Nas per accertamenti la cui violazione farà scattare le pene, molto severe, delineate dal decreto.

In particolare il d.lgs 17/2014, ha ricordato il Ministero della Salute, rammenta come dal concetto di parallel trade siano esclusi i soli “medicinali per i quali sono stati adottati specifici provvedimenti al fine di prevenire o limitare stati di carenza o indisponibilità anche temporanea“, legando a ciò il principio dell’obbligo di servizio pubblico per i grossisti, per limitare i casi di mancati di rifornimenti con l’obbligatorietà di soddisfare le richieste delle farmacie deputate quindi ad organo di controllo con la possibilità di segnalare i non adempienti, sui quali poi sarebbe stato compito delle Regioni intervenire, e proprio queste ultime sembrano essere le meno preparate, non avendo ancora predisposto alcun tipo di organizzazione.