Codice rosa: farmacista figura di riferimento per accertamento abusi

0
94
Print Friendly, PDF & Email

codice-rosaLa crescente attenzione ai casi appartenenti al codice rosa sta spingendo per una maggiore rivisitazione delle figure chiave dedite all’accertamento dei casi di abuso, nelle sue e multiple eccezioni, e sulla base di queste necessità, concilianti anche, e sempre, con interessi di ottimizzazione delle risorse al fine di garantire una spesa contenuta pur con un servizio efficiente e capace di superare gli attuali standard offerti, è stato indetto a Pistoia un evento formativo dedicato, in modo particolare, ai farmacisti.

Proprio la figura, ritenuta sulla base di alcuni studi, una delle più presenti nella vita quotidiana dei cittadini, forse persino più del medico di famiglia o dell’infermiere facilmente reperibili in pronto soccorso all’atto di denuncia degli episodi di violenza, che rientrano in una specifica normativa di codice rosa per l’accesso al triage, rappresenterebbe una frontiera del tutto inesplorata per puntare su di un tipi di professionista sanitario la cui ampie competenze, oggetto proprio di revisione in quest’ultimo periodo, rappresenterebbero una garanzia oltre che una discriminante per il successo assistenziale ai soggetti bisognosi di una supporto capace d’interrompere le catene di eventi negativi ai quali, troppo spesso, si è scoperto essere incapaci di auto sottrarsi.

Dell’idea di puntare quindi sul farmacista per il potenziamento del servizio di codice rosa ne hanno discusso il responsabile del progetto dell’Asl 3 di Pistoia, ovvero Monica Bani, oltre che il presidente dell’Ordine dei farmacisti, ovvero Andrea Giacomelli, chiarendo come i numeri indichino chiaramente un’accesso a consultori e pronto soccorso decisamente bassi rispetto la possibilità di entrare in contatto con un farmacista, per esigenze neppure necessariamente correlate alle violenze subite, comprendendo come l’elevata presenza dei farmacisti sul territorio rappresenti un punto di forza per contrastare efficacemente il fenomeno. Da quì la proposta di formazione il cui processo, con un percorso mirato, dovrebbe partire dal prossimo Settembre, con un adesione del tutto volontaria richiesta ai professionisti che vorranno estendere le proprie competenze e porre le basi per una definizione anche legislativa all’interno della norme dedicate.