Laurea farmacia: si pensa al potenziamento delle competenze

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farmacista-di-reparto-in-ospedale-e1318502518461Valorizzare la figura del farmacista, all’interno della farmacia dei servizi e di una sanità sempre più orientata alla territorialità, non può essere un processo rimandato ulteriormente, almeno sulla carta vista l’importanza che la figura ricopre già nel’ambito pratico spesso mettendo a disposizione la propria preparazione e formazione a tutela del cittadino oltre quelli che sarebbero i propri e semplici limiti professionali, e su tali basi la laurea farmacia potrebbe presto esser revisionata, come svelato da Ettore Novellino.

L’attuale presidente della Conferenza nazionale dei Direttori di Farmacia e Farmacia industriale ha infatti annunciato l’arrivo di un documento condiviso dalle principali categorie, ed attualmente al vaglio di Fofi per un giudizio definitivo che possa spalancare la strada verso la conversione ad atto legislativo, aspetto primario per poter garantire ai professionisti con laurea farmacia e Ctf un’estensione delle proprie competenze, queste ultime che dovrebbero comprendere: il monitoraggio dell’aderenza prescrittiva, progettazione ed organizzazione dei servizi in farmacia e soprattutto accompagnamento personalizzato dei pazienti che praticano l’automedicazione.

L’idea, come illustrato da Novellino, non rappresenta una totale novità ma s’ispira a modelli dall’efficacia consolidata e valutata nel corso del tempo come il servizio sanitario anglosassone nel quale figure professionali alternative a quelle di riferimento, come per l’appunto il farmacista, esistono con specializzazioni nei diversi campi d’azione, basti pensare ai farmacisti prescrittori oppure i farmacisti di corsia ospedaliera, il cui arrivo in Italia resta complesso ed ostico, ma tali da porre fiducia per un processo che, partendo da una prima estensione delle competenze, col tempo possa favorire tali novità per la laurea farmacia, aprendo a nuovi spazi occupazionali che possono soltanto rinvigorire il mercato sanitario.

La normativa è ferma al 1957. Era indispensabile predisporre un documento nel quale le competenze per il farmacista venissero aggiornate in modo da aprire nuove opportunità. L’auspicio è che per fine giugno da Fofi arrivi l’approvazione in modo che parta l’iter Parlamentare, che ha tempi difficili da prevedere. Un passaggio che per i chimici e i biologi è stato già fatto nel 2001. Anche da noi – ha proseguito Novellino – si era provato a introdurre la figura del farmacista di corsia che, effettivamente, in Gran Bretagna esiste. Ma non si è mai riusciti, probabilmente, per la forte ingerenza delle professioni. Ma nel mondo anglosassone esiste anche il farmacista prescrittore, difficile da ipotizzare alle nostre latitudini. Si tratta anche di mondi profondamente diversi“.

  • Maurizio Traversari

    Il tema dell’evoluzione delle Competenze per il farmacista in realtà non è nuova. Personalmente o sollevato il problema fin dalla Seconda Conferenza Nazionale ECM a Cernobbio. C’erano presenti i massimi livelli, anche quelli istituzionali di FOFI.
    Ricordo solo, per brevità, che ancora ad oggi NON ESISTE UN MODELLO DELL COMPETENZE PER IL FARMACISTA. Altri paesi, ad esempio la Svizzera
    era, hanno da tempo già provveduto in tal senso. Ne volgiamo parlare attorno ad un tavolo?