Decreto contraffazione: ecco le principali novità

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farmaciCon la ricezione della direttiva Ue 2001/62, il Governo non ha soltanto approvato le nuove normative in materie di vendita di farmaci online ma anche approvato il nuovo decreto contraffazione, che si occupa di definire le nuove normative per evitare la contraffazione dei farmaci, un fenomeno in costante aumento che negli ultimi mesi ha occupato le pagine dei principali mass media.

Tra le novità varate all’interno del decreto contraffazione, spicca l’introduzione di un registro “broker” per l’intermediazione farmaceutica, i quali dovranno accreditarsi presso il Ministero della Salute, ed un meccanismo analogo per i farmaci e le consegne che si occuperà di registrare i traffici, potendo assicurare eventuali responsabilità, in caso d’illeciti e persino di mancanze, che si sono allargate anche a carico dei distributori intermedi con sanzioni che andranno dal ritiro delle confezioni ritenute sospette, non soltanto all’ambito della filiera ma potendo persino arrivare agli acquirenti.

Il provvedimento rivede inoltre l’attuale sistema di bollinatura delle confezioni che sarà sostituito con una nuovo sistema anticontraffazione, che sarà definito da un Atto esecutivo che giungerà entro il 2014, per il quale soltanto Italia, Grecia e Belgio, potranno posticiparne l’adozione entro il 2023. Il nuovo bollino interesserà una lista selettiva di farmaci, identificati per i principi attivi ritenuti maggiormente a rischio, lasciando al paese di riferimento la scelta per l’estensione di questo nuovo sistema anche a tutti gli altri farmaci esclusi oppure per la scissione delle metodiche, mantenendo in vita il vecchio criterio di bollinatura oggi vigente, che, in ogni caso, sarà posto sotto il diretto controllo dell’Aifa.

Soddisfatta Federfarma, in particolare per l’introduzione di un meccanismo di controllo sulle eventuali carenze che dovrebbe combattere il fenomeno del parallel trade, un primo passo verso una serie di futuri interventi che potranno, col tempo, limitare il fenomeno dell’esportazione parallela che altri Paesi europei hanno opportunamente contrastato negli ultimi tempi allo scopo di frenare il trend, risultato notevolmente in crescita.