FareExpress: farmaci a domicilio anche a Spoleto

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far-expressIl processo di delocalizzazione dei farmaci con consegne domiciliari, spesso associate a prestazioni sanitarie di varia natura, ha cominciato ad estendersi dalla Toscana, dove i progetti sono diversi, sino in Umbria, il tutto grazie a FareExpress che ha deciso di allargare la propria offerta commerciale-sanitaria sulla base di prospetti che sembrano suggerire un cauto ottimismo, dal punto di vista dell’azienda, in questo specifico settore.

Di diverso avviso Federfarma Umbria che, tramite la voce del suo presidente Augusto Luciani, ha voluto precisare la sua posizione rispetto all’idea di Farexpress, sottolineando l’adeguatezza delle attuali farmacie territoriali per i compiti proposti dalla società, migliorabili specialmente con lo sviluppo ed il perfezionamento di una rete logistica che non richieda quindi l’intervento di terze parti in un settore che non lamenta disservizi o problemi di alcun genere: “Restano dubbi sull’opportunità di questo servizio che richiede ragionamenti approfonditi su come andrebbe fatto e che non può essere lasciato all’iniziativa locale. Attualmente l’indicazione trasmessa ai titolari soci è di non aderire a questi progetti ma di offrire il servizio gestito da noi. Per ora non ci sono state lacune o lamentele da parte della cittadinanza, ma bisognerebbe strutturare il tutto nell’ambito della farmacia dei servizi, o con una direttiva comune da Federfarma nazionale o con una convenzione che abbia l’imprimatur nazionale. Poi per la logistica si può pensare ad appoggiarsi alla strutture della distribuzione intermedia con le cooperative, ma sempre sulla base di un coordinamento nazionale”.

La proposta avanzata da Farexpress e precisamente a Spoleto riguarderebbe, oltre che la consegna domiciliare di farmaci sotto abbonamenti con quote, e relativi servizi connessi, l’erogazione di tutta una serie di prestazioni sanitarie opportunamente divise tra le tipologie di natura riabilitativa, infermieristica, terapeutica, di prevenzione e persino di trasporto, sia per le visite specialistiche che per eventuali acquisti, in particolare per l’alimentazione, tutti aspetti che contribuiscono ad accrescere i dubbi sulla reale qualità del servizio erogato, apparentemente propenso più verso una visione prettamente aziendalistica che sanitaria.