Sforamento della spesa farmaceutica in Sicilia. Una storia che si ripete

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C_4_articolo_2003306_upiImageppUno sforamento di 160 milioni di euro del tetto della spesa programmata. Questo è il quadro, oggi, della spesa farmaceutica siciliana, denunciato dall’assessore alla Sanità della Regione, Lucia Borsellino. La Guardia di Finanza sta indagando sulla questione e da un mese circa lavora sui tabulati della Regione, dove sarebbero state trovate le anomalie e le iperprescrizioni.

Le Fiamme Gialle sperano infatti di riuscire a risalire ai prescrittori e ad analizzare le ragioni delle anomalie evidenziate nei primi otto mesi del 2012. Avranno a disposizione i tabulati del triennio precedente. Intanto il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, ha annunciato un taglio della spesa farmaceutica di duecento milioni di euro.  Ma, come sottolineato sul sito siciliainformazioni.com, «il comparaggio, le prescrizioni di compiacenza sono un tratto di riconoscimento del servizio sanitario siciliano».

Nel 1986, infatti, l’allora ministro della Salute Donat Cattanin «mise a soqquadro il mondo della sanità». Il ministro scopri che i costi della spesa farmaceutica erano un’esagerazione e questo perché moltissimi farmaci mai prodotti venivano rimborsati, con la complictà della mafia venivano riciclati medicinali e infine perché, tra medici e farmacisti, era largamente diffusa la pratica del comparaggio.

Ma «sfortunatamente andarono in fiamme le carte che servivano per mandare in galera una fazzolettata di delinquenti» e Cattin non riuscì a fare giustizia. Nello stesso anno, in una situazione in cui la Sicilia spendeva  950 miliardi di lire per la spesa farmaceutica, l’assessore alla Sanità della Regione, Aldino Sardo Infirri, cercò di fare qualcosa per risolvere la situazione. Inviò, infatti, una circolare a tutte le Usl con lo scopo di creare un efficiente banca dati delle prescrizioni mediche, suggerendo di fare particolare attenzione ai prodotti più costosi sospettati di comparaggio.

«Sardo Infirri aveva capito tutto. Commise tuttavia l’errore di suggerire invece che ordinare, e non previde sanzioni per chi non avrebbe rispettato le disposizioni». E ovviamente, senza obblighi da rispettare, tutto rimase come prima. E, purtroppo, nel 2013 la situazione non sembra essere cambiata più di tanto.