Piemonte: boom di farmaci generici, ma c'è ancora margine per un risparmio della spesa sanitaria

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generici“Il Piemonte è tra le regioni in cui si utilizzano di più gli equivalenti: con 82 confezioni su 100 vendute al giorno, che incidono per il 17 per cento sulla spesa farmaceutica complessiva“. A spiegarlo è Laura Gatti, ricercatrice dell’Ims Healt, tra le fautrici di recenti studi statistici sul tema. “Ma ci sono ancora margini di miglioramento – sottolinea – che consentirebbero al sistema sanitario regionale di risparmiare”.

E facendo un po’ i calcoli pare che in Piemonte si potrebbe arrivare a risparmiare fino a 62 milioni di euro che, in tempi di crisi, possono davvero fare comodo. A questa cifra infatti pare ammonti la spesa dei pazienti piemontesi per coprire la differenza tra il costo dei farmaci “griffati” e quello dei generici.

Anche se, confrontato con le altre regioni, il Piemonte non se la passa poi così male. E’ la quinta in Italia per la percentuale di spesa in farmaci generici sul totale, con appunto il 17%. Il dato e’ emerso in occasione della quinta tappa, a Torino, dei meeting organizzati dal magazine About Pharma and Medical Devices, con il patrocinio di Assogenerici e il supporto di Mylan.

Secondo i dati presentati nel capoluogo piemontese gli italiani spendono 650 milioni l’anno (dati Osmed – Agenzia italiana del Farmaco) e i piemontesi 62 milioni di euro (dati 2012 IMS Health) per coprire la differenza tra il farmaco generico e quello di marca, una spesa tra l’altro non giustificata da differenze in qualita’ ed efficacia.

La spesa per i farmaci in Italia nei primi 9 mesi del 2012 ha toccato i 19,2 miliardi di euro (dati Osmed-AIFA). Una cifra che potrebbe ridursi significativamente con un maggiore utilizzo dei farmaci generici. Tra le ragioni di questo mancato boom degli equivalenti, secondo quanto emerso, starebbe nell’esistenza di una forte arretratezza culturale. Secondo gli esperti e’ fondamentale in questo senso coinvolgere istituzioni pubbliche, medici, farmacisti nell’informazione ai cittadini sul farmaco generico che permette di curarsi risparmiando ma senza perdere in sicurezza, qualita’, efficacia.

‘L’utilizzo dei generici porta certamente ad un risparmio economico, ma false credenze limitano la diffusione del loro uso nella popolazione anziana, quella che ovviamente consuma piu’ farmaci – ha spiegato Graziano Onder, direzione Scientifica Italia Longeva – Si ritiene erroneamente che il paziente preferisca il farmaco di marca e questo porti ad una migliore aderenza alle terapie. In realta’, le preferenze sono strettamente legate alle informazioni ricevute dal proprio medico e studi clinici dimostrano che una corretta comunicazione tra medico e paziente sul farmaco generico e’ il fattore che piu’ ne influenza l’utilizzo. E’ percio’ fondamentale che gli interventi mirati ad incrementare l’uso dei farmaci generici inizino proprio dal medico”.

Tra gli ostacoli da superare dunque c’è anche una certa tendenza da parte di alcuni medici, che prescriveono l’ultimo prodotto uscito sul mercato pensando sia il migliore, non attenendosi al decreto Balduzzi, che stabilito che sulla ricetta venga indicato il principio attivo e non il nome commerciale del medicinale.

  • giulia ricordi

    Ciao, esprimo il mio contributo in materia.

    Non sono d’accordo sull’articolo. La legislazione non è chiara in materia e non sempre un farmaco equivalente ha le stesse proprietà ed effetti di un farmaco brand. Bisogna stare attenti.

    Ho visto un breve video sul canale ufficiale di SaluteDomani Tv – Intervista al prof. Francesco Vittorio Costa, cardiologo, professore associato di medicina interna, dove si dice che la legislazione non prevede che per i famaci generici venga verificata l’efficacia clinica. Mi ha aiutato a far chiarezza sull’argomento.

    Vi lascio il link http://www.youtube.com/watch?v=p_8ANWbqBdA&list=TL_bUV0CKJlbk se vi puo interessare.

    Grazie