Il farmacista imprenditore: la nuova figura delineata dal secondo Forum Shackleton Consulting

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shackleton-consulting-farmaciaNel settembre 2012 si teneva il primo Forum di Shackleton Consulting, dal quale emerse l’urgenza anche per il settore farmaceutico di mettersi al riparo dalla crisi economica italiana.

La soluzione veniva indicata nella filosofia della Slow Pharmacy, un nuovo modo di lavorare in farmacia, che rimettesse al centro le esigenze del cliente, che creasse insomma un servizio che fosse rivolto alle persone, alle quali dedicare professionalità, attenzione umana e soprattutto tempo.

Il secondo Forum Shackleton Consulting sull’innovazione in farmacia si è tenuto invece due giorni fa, il 18 settembre 2013, all’interno dello Juventus Stadium di Torino. Chiaramente è emerso che la crisi c’è ancora e che questo influisce anche sul settore farmaceutico.

Ma nonostante la crisi le persone continuano ad andare in farmacia come un tempo, così come afferma Elena Folpini, responsabile ricerche di Mercato di New Line, come riportato sul sito Federfarma.it: «I dati sugli scontrini dicono che in sostanza negli ultimi tre anni gli ingressi in farmacia sono rimasti sostanzialmente stabili dal punto di vista quantitativo. Quando variano su qualche mese, lo fanno solo perché il calendario conta un numero di giorni lavorativi superiore o inferiore all’anno precedente».

Ed è proprio questo, secondo i vari consulenti Shackleton ed opinion leader, il dato positivo da cui le aziende dovrebbero ripartire, aprendosi così al rinnovamento.

«Se dal nostro campione di farmacie isoliamo quelle che mostrano le performance di vendita migliori» ha continuato la Folpini «e poi mettiamo a confronto le medie scontrini dei due gruppi, scopriamo che a fare la differenza sono soprattutto gli scontrini con referenze della sola area commerciale e quelli con referenze miste, etico e commerciale. In sostanza, le farmacie “top” hanno saputo valorizzare la propria area di libera vendita».

Come sostiene Nicola Posa, amministratore delegato di Shackleton Consulting, la farmacia non può più essere vista come una cassaforte da cui prelevare e basta, bisogna investire in essa perché porti a dei frutti. La crisi non deve scoraggiare, ma anzi, stimolare a migliorarsi anche se questo richiede tempo, denaro e fatica.

A tale proposito Franco Falorni, docente di economia aziendale all’Università di Pisa, afferma: «Una ricerca che stiamo terminando su un campione selezionato di farmacie dimostra che il 60% circa dei titolari riesce a tenere capitalizzata la propria farmacia, ma non sa farla rendere».

E sempre secondo Nicola Posa, il titolare di una farmacia dev’essere prima di tutto un imprenditore, anche se a non tutti questa definizione può piacere. E conclude: « La Juventus ha trasformato il suo stadio in un’azienda che produce utili, i titolari facciano altrettanto con le proprie farmacie».