Facoltà di farmacia a numero chiuso: parere positivo dalla Conferenza dei presidi

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GB-UniversitàNumero chiuso sì, numero chiuso no. E’ il dilemma che ruota ormai intorno a qualsiasi corso di laurea. Le crisi economica infatti ha ridotto e continua a ridurre i posti di lavoro in tutti i settori, e quello chimico-farmaceutico anche se regge meglio degli altri, perde quota rispetto agli altri anni. Il dibattito circa l’inserimento dei test di ingresso anche al corso di laurea in farmacia è in corso ormai già da qualche tempo. Ora la Conferenza dei presidi di farmacia lo ha messo nero su bianco, nel verbale dell’incontro tenutosi lo scorso 8 luglio. Il tavolo è stato promosso dal Comitato centrale della Federazione degli ordini dei farmacisti italiani e approvato dal Consiglio Nazionale.

Secondo quanto si apprende, la valutazione della Conferenza dei presidi parte da un presupposto oggettivo, ovvero che i dati in possesso del ministero della Salute, raccolti ogni anno tramite i fabbisogni segnalati dagli Ordini provinciali dei Farmacisti, relativamente  a tutti i profili professionali dei laureati in Farmacia nell’ambito territoriale e del pubblico impiego, evidenziano un fabbisogno annuo di laureati inferiore a quanti vengono maturati  dal sistema universitario, ovvero circa 3500 l’anno.

E in analogia con quanto previsto per altre professioni nell’ambito sanitario, quale quelle del medico, dell’odontoiatra e del medico-veterinario, il ministero di concerto con i farmacisti sta quindi valutando l’idea di introdurre anche per i farmacisti il numero programmato a livello nazionale, da ripartire poi tra le diverse sedi, con criteri che tengano conto di vari fattori universitari e professionali, nonché di domanda ed offerta locale, laddove viene rilasciato il titolo accademico.

La Conferenza, con l’astensione del professor Pedone, ha ritenuto in linea di massima di convergere per la definizione di un numero programmato a livello nazionale, per la cui entità però è opportuno discutere in modo più approfondito prendendo in considerazioni dati ed elementi ulteriori per la sua definizione. A tal fine è stato previsto che ogni sede comunicherà quanto prima all’Ufficio di Segreteria della Conferenza i dati riferiti al numero dei laureati in farmacia e Ctf nell’anno solare 2012 e il numero di iscrivibili ai due corsi di laurea, programmato da ogni sede per l’anno accademico 2013-14.

Articolo: Laureati in Medicina e Farmacia trovano lavoro prima degli altri