Enpaf – L'incontro del 3 Aprile raccontato da Fiafant

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anna attolicoSulla questione Enpaf abbiamo voluto ascoltare il parere di Fiafant, la Federazione Italiana Associazioni Farmacisti non Titolari. I non titolari rappresentano una bella fetta di tutta la categoria, basti pensare che su un totale di 86.000 iscritti a Fofi sono 62.000 i non titolari. Fiafant ha partecipato all’incontro con Enpaf a cui hanno partecipato tutte le sigle che rappresentano la categoria (Federfarma, Fofi…); ci siamo fatti raccontare dalla Presidente di Fiafant, Anna Attolico, le prime impressioni. “L’incontro è stato assolutamente positivo. Ed unico. Mai si erano viste tutte le sigle sedute intorno ad un tavolo con la reale intenzione di cambiare le cose”. Dottoressa lei conferma che esiste questa intenzione da parte di tutti? “Certamente. Il nuovo corso che ha preso il via da qualche tempo ha permesso questo importante incontro, e voglio ringraziare ancora una volta Fofi, il presidente Mandelli, il senatore D’Ambrosio Lettieri e tutti i partecipanti, perché questo incontro a mio modo di vedere è stato fondamentale”. Le condizioni dei farmacisti sono davvero così difficili? “Già l’anno scorso avevamo segnalato che i nostri colleghi pagavano una doppia contribuzione, con l’Inps e anche la quota Enpaf, seppure in maniera ridotta. Ovviamente il tutto condito dall’aggravarsi della crisi”. La crisi non risparmia il settore, ma la situazione dei farmacisti è davvero così drammatica? “Si stanno riducendo i contratti a tempo indeterminato: con i licenziamenti e le assunzioni part-time, che determinano un gettito pensionistico che a fine carriera porterà ad un Enpaf risibile, vista la quota ridotta, e pochissimo anche di contributi Inps, che cosa si ritroveranno quei pochi fortunati che riusciranno a lavorare fino all’età pensionabile? E i colleghi che sono disoccupati? Anche il contributo di solidarietà è un peso. Ed è una somma a fondo perduto, che è vero garantisce una forma assicurativa in caso di maternità, di malattie etc etc, però non ha valore di contribuzione pensionistica. Siamo molto felici per questo sistema che distingue Enpaf da altre casse previdenziali, ma in questo difficile momento anche questo è un peso. Ci sono colleghi assunti con i Co.co.co, e i più svariati contratti atipici che si trovano a pagare anche 4000 Euro di Enpaf a fronte di guadagni da 6000 Euro annui. La situazione è disastrosa altro che difficile”. Le è sembrato che ci fosse un’aria di cambiamento a quel tavolo? Una presa di coscienza della situazione? “Si. Per questo sono molto ottimista. Tutte le sigle e associazioni, a partire dall’Enpaf, da Fofi, e anche da Federfarma, hanno dimostrato una grandissima volontà di dare un segnale, di riorganizzare… di venire incontro alle difficoltà del momento”. Qual’è stato l’intervento che l’ha maggiormente entusiasmata? Se di entusiasmo si può parlare in questa situazione: “Quello di Fofi. Il segretario Pace ha fatto un intervento a favore veramente di tutti gli iscritti, ed è stato importante per quelle fasce di lavoratori che sono più in difficoltà. E’ stata proprio Fofi a volere questo tavolo di lavoro permanente, che infatti sarà riunito nuovamente a breve con le proposte. C’è la volontà di cambiare le cose in maniera concreta”. Ci vorranno tempi lunghi per questi cambiamenti? “Il presidente dell’Enpaf e il direttore hanno spiegato che i tempi purtroppo saranno piuttosto lunghi visto che Enpaf dipende direttamente dal Ministero dell’Economia; quindi i cambiamenti dovranno essere fatti con decreti e leggi”. Voi della Fiafant avete insistito sempre anche sulla questione della rappresentatività, o sbaglio? “Non sbaglia. Nel consiglio di amministrazione dell’Enpaf non c’è una rappresentanza dei non titolari seppure i nostri numeri siano molto chiari. Ma le dirò: in questo momento pensiamo a risolvere l’emergenza, quando saremo in un altro scenario, più sereno, riparleremo della rappresentatività che è assolutamente necessaria”.