Lite tra Ministeri per l'articolo 62 – Crescenzo Cinquegrana: "La filiera farmaceutica non c'entra"

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crescenzo_fotoA proposito della lite tra Ministeri sulla validità dell’articolo 62 della Legge 27/2012 abbiamo contattato il dottor Crescenzo Cinquegrana Dirigente della Guacci Spa distribuzione farmaceutica, e orgogliosamente farmacista, per avere un parere in merito. Per prima cosa dobbiamo riassumere in breve il fatto. Secondo l’ufficio legale del Ministero dello Sviluppo l’articolo 62 del decreto sarebbe tacitamente abrogato dal decreto legislativo 192/2012: ovvero da quando in Novembre è stata recepita la normativa europea sui pagamenti e le transazioni commerciali. Ma per i legali del Ministero delle politiche agricole, non sarebbe così e ritengono l’articolo 62 del decreto “Cresci-Italia” tuttora valido. Nell’articolo 62 si fa divieto di superare i 60 giorni peri pagamenti nel reparto agroalimentare, mentre nella normativa europea si ammette il superamento di tale soglia seppure con varie distinzioni, specifiche e quant’altro.  Confindustria tifa per la normativa europea, i produttori alimentari per l’articolo 62. Il problema è che anche il Ministero dello Sviluppo e quello delle Politiche Agricole hanno pareri diametralmente opposti, con tanto di dichiarazioni e puntualizzazioni fatte dai legali di entrambi i Ministeri. In questa querelle entrerebbero anche i prodotti salutistici e gli integratori alimentari, chiediamo dunque al dottor Cinquegrana che idea si è fatto di quello che sta accadendo: “Credo che occorre sciogliere quanto prima il nodo che si è creato, ma intanto le aziende devono andare avanti. Comunque, i dubbi sull’applicabilità al settore non strettamente “agroalimentare”, come può essere quello farmaceutico, personalmente li ho sempre avuti fin dal 24 Ottobre. Ed il fatto che due Ministeri si stiano facendo guerra addirittura sulla effettiva vigenza dell’articolo 62 ne è la testimonianza; ma, almeno nel nostro settore, forse sarebbe stato meglio attendere che il quadro normativo fosse divenuto più chiaro”. Nella conversazione faccio riferimento alla lettera di Salvatore Mezzacapo, Capo Ufficio Legislativo del Ministero delle Politiche Agricole, e al fatto che una legge “generale” comunitaria, non può, in questo campo, venir prima di una legge “particolare” nazionale: “Sulla validità di questa tesi lascio che si esprimano gli avvocati, ma una considerazione che faccio è questa: quella Nota di Mezzacapo, anche se da un certo punto di vista riabilita l’articolo 62, però forse rende palese quella che è la specificità dell’articolo 62, ovvero l’oggetto della norma che è “gestione dei prodotti agricoli e agroalimentari”. Questo aspetto, unito al fatto che qualche settimana fà è uscito il Regolamento dell’antitrust sull’irrogazione delle sanzioni, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il sei Marzo, e che dice chiaramente che la vigilanza dell’antitrust si limita a quelle transazioni “connotate da un significativo squilibrio nelle rispettive posizioni di forza commerciale”, fa vedere chiaramente che solo determinate tipologie di relazioni commerciali rientrano in questa contesa”. Chiedo al dottor Cinquegrana di chiarire meglio il punto: “La specificità a cui fa riferimento la nota di Mezzacapo sommata al fatto che la vigilanza dell’antitrust sia riservata a talune tipologie di relazioni commerciali, dove la transazione vede un contraente molto debole che necessita di maggiori tutele, mi lasciano pensare che il nostro settore sia fuori dalla questione”. La lite si è fatta furibonda tra i Ministeri e la confusione regna sovrana, in considerazione anche del particolare momento storico-politico che vede una situazione piuttosto atipica e precaria anche per le istituzioni. Il dottor Cinquegrana inoltre aggiunge: “Del resto, la Risoluzione dell’Onorevole Paolo Russo approvata a Dicembre dalla Commissione Agricoltura e che impegnava il governo ad escludere formalmente gli integratori alimentari e gli alimenti della nostra filiera dall’articolo 62, già nelle premesse riportava testualmente che <la cessione di queste categorie di prodotti avviene tuttavia nel quadro di relazioni commerciali ben diverse da quelle tipiche della filiera agroalimentare, cui è destinato l’articolo 62>”. A questo punto sembra chiaro che ciò che distingue la filiera farmaceutica da questa nebulosa diatriba, più che i prodotti trattati, sarebbe, secondo Cinquegrana, la differenza nella diversa tipologia di relazione commerciale. I farmacisti quindi centrerebbero poco, ma i toni non sembrano placarsi per il momento. Il braccio di ferro va avanti.