Le imprecisioni delle Iene: cronistoria della ricetta elettronica

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iene-toffaSiamo costretti a fare un po’ di chiarezza per quel che riguarda il servizio televisivo della trasmissione “Le Iene”, sulla ricetta elettronica. Il servizio della “iena” Toffa, andato in onda questa settimana ha messo in evidenza come il ritardo della ricetta elettronica stia assumendo proporzioni imbarazzanti, ed ha anche colto l’occasione per suscitare dei dubbi sulla possibilità di applicazione di questa novità. Tutto legittimo, ma è necessario fare alcune precisazioni. Premetto che, da cronista, a livello personale, non sopporto lo “stile iene”: servizi iper-veloci, immagini fumettistiche a mo’ di messaggi subliminali, gesticolazione teatrale e stereotipata, ironia impiastricciata di ideologia, montaggio incalzante fino a mettere ansia, rincorse, interviste in cui parla solo l’intervistatore, sintesi semplificatorie e spesso di parte, utilizzo del microfono come fosse uno strumento di tortura… Tutto questo mi infastidisce, ma spesso da inchieste delle “iene” si sono aperti filoni d’indagini anche piuttosto importanti. La “iena” Toffa si è specializzata sulla Sanità, e nell’ultimo anno ha colpito spesso le farmacie e il sistema sanitario nazionale, con servizi molto ruvidi. I problemi ci sono, gli sprechi pure ed anche i ladri. Non vogliamo certo proteggere nessuno, ma le semplificazioni non fanno bene a nessuno. Risparmiare 7 miliardi in un anno diventa estremamente semplice se lo si fa così, teoricamente, e con quattro cifre qua e due là. Ma non siamo in un cafè, ed il Sistema Sanitario Nazionale è qualcosa di serio. I ministri e i rappresentanti dello Stato dovrebbero smettere di offrire il fianco a queste facili incursioni. Non si esce dalle cucine di un hotel, altrimenti la “iena” di turno parlerà di fuga, getterà fango, ironizzerà, colpirà basso… farà il suo lavoro insomma. Il giornalismo d’assalto esiste, è orrendo a mio avviso, ma svolge la sua funzione ottimamente, e spesso lo fa meglio dell’altro tipo di giornalismo. Gli uomini dello Stato, devono farci i conti e confrontarcisi. Non scappare. Immagino sia molto fastidioso vedersi inseguiti, con quei modi, ma è un compito previsto nel “contratto di lavoro” delle personalità pubbliche. Ogni professione ha le sue parti sgradevoli. Dopo questa lunga introduzione veniamo a chiarire alcune imprecisioni del servizio andato in onda questa settimana, sopratutto intorno alle date che in questo caso sono importantissime.

02/11/2011
decreto 2 nov. 2011
De-materializzazione  della   ricetta   medica   cartacea,   di   cui all’articolo 11, comma 16, del decreto-legge n. 78 del 2010 (Progetto Tessera Sanitaria).

21/11/2012
Pubblicazione delle specifiche tecniche per l’interfacciamento.

19/12/2012
Pubblicato il documento con le specifiche tecniche per la predisposizione della stampa del promemoria da produrre a seguito della registrazione di una ricetta elettronica dematerializzata.

08/02/2013
Prima farmacia attiva con sistema integrato nel gestionale.

15/02/2013
E’ pubblicata una versione aggiornata delle specifiche tecniche per lo sviluppo dei web services per l’erogazione della ricetta dematerializzata. Le modifiche apportate sono riportate nella pagina del documento che tratta delle revisioni.

25/02/2013
Linee guida per l’adeguamento delle procedure informatiche della ricetta elettronica alle disposizioni di cui all’art. 15, comma 11-bis del DL 95/2012.

27/02/2013
Workshop Promofarma con le associazioni e le software house.

E’ legittimo fare ogni tipo di critica, in particolare al Sistema Sanitario Nazionale, ma bisogna essere estremamente precisi quando si affrontano materie così delicate, sopratutto quando il pubblico di riferimento non è preparato. In una televisione generalista o si è precisi o si rischia di innescare confusione. In una rivista rivolta a specialisti si possono dare per scontate molte cose, ma quando ci si rivolge a milioni di persone che non hanno le cognizioni base in materia per discernere al meglio, sarebbe opportuno evitare semplificazioni su materie così delicate. E’ evidente che esistano delle difficoltà nell’attuazione di una “rivoluzione del sistema” come la ricetta elettronica, ma se andiamo a vedere, i tempi sono più o meno rispettati, e la patata bollente è nelle mani delle Regioni. Il Ministero avrebbe potuto difendersi meglio nell’intervista, ma ha preferito uscire dalle cucine. Il fatto che i farmacisti intervistati non sapessero molto del funzionamento di un progetto in via sperimentale, è perfettamente normale; in fondo siamo stati i primi in Italia, ad intervistare il primo farmacista ad aver usato il sistema sviluppato da Sogei implementato da un software che lo integra con il gestionale. Questo pochi giorni fa. Solo in pochissimi, fino al nostro articolo, potevano sapere come realmente funzionasse questo sistema sperimentale. E’ uno dei motivi per cui lo si definisce “sperimentale”.Lungi da noi voler fare i primi della classe e bacchettare le “iene”, ma nemmeno si può buttare tutto alle ortiche con semplificazioni e facilonerie varie. Basta analisi sommarie, e sopratutto basta ai processi mediatici sommari.

  • Alessandro

    Aggiungo, quando fanno vedere il grafico del risparmio nel mese di febbraio, sempre la stessa linea, il mese successivo ha un picco che è il doppio! Ovvio che se uno prende un farmaco ogni giorno non può calare.