ADDIO ECM – La corte di Giustizia UE dichiara che gli Ordini non posso imporre aggiornamento professionale

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CORSI-ECM-ONLINECorte di giustizia Ue: l’Ordine professionale non può imporre l’aggiornamento obbligatorio.

ll diritto dell’Unione  non ammette che un ordine professionale imponga ai propri  membri un sistema di formazione obbligatoria che elimina parzialmente la  concorrenza e stabilisce condizioni discriminatorie a  danno dei suoi concorrenti. È quanto dispone la sentenza del 28 febbraio scorso della Cour de Justice europea (causa C-1/12, vedi il comunicato stampa ufficiale), che si è pronunciata  in merito a  un ricorso proposto dall’Ordine degli esperti contabili   (Otoc) portoghese contro l’Autorità della concorrenza di quel Paese. L’Antitrust lusitano aveva infatti ritenuto che il conseguimento obbligatorio dei crediti  formativi (regolato e gestito dall’Otoc con due diverse modalità di formazione e da posizione di assoluta dominanza) causasse una distorsione della concorrenza sul mercato della formazione obbligatoria degli esperti contabili in tutto il territorio  nazionale, in violazione del diritto dell’Unione. L’Otoc ha chiesto l’annullamento della decisione  dell’Autorità garante della concorrenza dinanzi ai giudici portoghesi e  il  Tribunal da Relação de Lisboa, investito della controversia in appello, si è quindi rivolto alla Corte di giustizia in merito all’applicazione del diritto dell’Unione in materia di concorrenza agli Ordini professionali.
Nella sua sentenza  del 28 febbraio, la Corte di giustizia dichiara, innanzi tutto, che un regolamento  adottato da un Ordine professionale quale l’Otoc  deve essere considerato come una decisione presa da un’associazione di imprese ai sensi del diritto dell’Unione in materia di concorrenza. D’altra parte, la circostanza che un Ordine professionale sia tenuto per legge a porre in essere un sistema di formazione obbligatoria destinato ai suoi membri non sottrae all’ambito di applicazione del diritto europeo in materia di concorrenza le norme da esso promulgate e a esso esclusivamente imputabili. Inoltre,  il fatto che tali norme non abbiano influenza diretta sull’attività economica dei membri dell’Ordine professionale non incide sull’applicabilità del diritto dell’Unione in materia di concorrenza, dal momento che la violazione censurata concerne un mercato nel quale  l’ordine esercita un’attività economica.
In secondo luogo, la Corte dichiara che un regolamento adottato da un Ordine professionale che pone in essere un sistema di formazione obbligatoria degli esperti contabili, al fine di garantire la qualità dei loro servizi, configura una restrizione della concorrenza vietata dal diritto dell’Unione, quando elimina la concorrenza per una parte sostanziale del mercato rilevante, a vantaggio di tale Ordine professionale, e impone, per l’altra parte di detto mercato, condizioni discriminatorie a danno dei concorrenti dell’Ordine.  Spetta al giudice del rinvio verificare dette circostanze. Pertanto, per verificare gli effetti del regolamento sulla concorrenza, il Tribunale portoghese dovrà  analizzare anzitutto la struttura del mercato e valutare se sia giustificata la distinzione operata tra i due tipi di formazione in funzione del loro oggetto,degli organismi autorizzati a erogarle e della durata. La Corte osserva che  tali restrizioni  sembrano eccedere quanto necessario per assicurare la qualità dei servizi offerti dagli esperti contabili e non ricadono nelle esenzioni previste dal Trattato.

Via Il Mattinale