Per comprare la mia FARMACIA mi sono indebitata fino al collo. La storia della dottoressa Fabiana Festa

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farmacistaSalve, sono una farmacista che si è indebitata fino al collo per acquistare una farmacia ipotecando persino la casa di famiglia, credo di far bene il mio lavoro la gente è contenta del mio servizio come per altro fanno tantissimi miei colleghi, un indagine Censis del 2010 ha stabilito che il giudizio migliore sui servizi sanitari in Italia spetta alle Farmacie, inoltre sempre nel 2010 l’ Alta Corte di Giustizia Europea ha stabilito che il principio della pianta organica cioè il numero chiuso delle farmacie è una regolamentazione che Tutela esclusivamente il diritto alla salute e all’ accesso alle dovute cure farmacologiche in modo omogeneo indistintamente dal luogo in cui abita, per cui lo stesso servizio professionale viene mantenuto sia nelle grosse città ricche e remunerative quanto nei piccoli centri rurali poveri e scarsamente remunerativi, cosa che non sarebbe possibile sè non esisterebbero regole all’apertura delle farmacie ( chi mai investirebbe i propri soldi aprendo una farmacia in un paese di 600 persone? lavorando e mettendosi a disposizione 365 giorni all’anno per guadagnare appena quello che serve per campare?, credo che chiunque di questi farmacisti rurali, andrebbero ad aprire sicuramente in zone più ricche lasciando migliaia di piccoli comuni senza farmacia, lasciando milioni di cittadini soprattutto anziani senza più il primo e forse l’unico presidio sanitario del territorio.

Allora mi chiedo perchè mai ormai sono anni che in Italia vi è un vero e proprio accanimento contro le farmacie sia da parte dei media che dalla politica?

Perchè nessuno dice che la farmacia negli anni è molto cambiata? il fatturato che è rappresentato dal 75% dalle ricette SSN (che paga lo stato) è più che dimezzato a causa dell’abbassamento dei prezzi dei farmaci per scadenze brevettuali (esempio l ‘Aulin bustine costava nel 94 circa 30.000 lire, oggi costa appena 4,00 euro, questo è solo un esempio di decina di migliaia), che le spese sono aumentate, che si sono aggiunte tanti altri servizi gratis, che effettuiamo senza essere pagati il controllo per conto del Mistero dell’economia e delle finanze il controllo della spesa farmaceutica vedi Art. 50, che grazie a questo la spesa farmaceutica a cui è attribuito 13% della spesa sanitaria totale e da anni sotto tale soglia? che mentre la spesa farmaceutica delle farmacie private è ampiamente sotto controllo e sotto tale soglia quella degli ospedali e delle aziende sanitarie locali invece è in continuo aumento e peraltro senza controllo?

Sarei grata di una risposta che possibbilmente toglierebbe dalla mia mente i dubbi che dietro tutto questo vi sia un oscura regia.

E’ non credo che sono i farmacisti non titolari a voler questo poichè l’Ordine dei farmacisti Italiani conta circa 70000 iscritti meno circa 17000 titolari di farmacia considerando che almeno ogni titolare ha un figlio farmacista o una moglie farmacista che lo aiuta quindi altri 34000 farmacisti, di liberi nè restano solo 19000 tantissimi dei quali lavorano nell’informazione medico scientifica e nell’industria farmaceutica e in quella cosmetica, molti nella distribuzione farmaceutica intermedia, negli ospedali nei servizi farmaceutici regionali e territoriali alcuni insegnano, credo che forse restamo liberi farmacisti solo quei circa 2000 che hanno aperto una parafarmacia, hoo scusatemi ma non vi sono più farmacisti? presto fate laureare altri farmacisti che i conti non tornano!

Distinti saluti

Dott.ssa Fabiana Festa

  • andrea

    SONO CON TE e CONTRO TUTTI GLI SCIACALLI E PORCO-LITICI CHE SBAVANO SUL VALORE AGGIUNTO DEL FARMACO PER … TORNA-CONTO … DI COOP MULTINAZIONALI o PEGGIO di un INFIMO EFFIMERISSIMO TORNACONTO PERSONALE (anpi mnlf e sigle liberiste del caso)

  • Sergio

    Con tutto il rispetto, ma questo articolo articolo su cosa si fonda?quali basi?! 70000 -34000 = 19000 farmacisti liberi ..??? Da dve sn presi qsti dati?!
    Ps va bene la matematica..ma l’italiano deve essere corretto..

  • andrea

    cara collega,
    mi stupisco come ci siano ancorta persone che non abbiano capito del “perchè” siamo arrivati a questa situazione ( che sicuramente evolverà in negativo nei prossimi mesianni) ! Il “piano” era chiaro ed evidente sin dal lontano 2004, con l’introduzione della “possibilità” di fare sconti sugli “otc”….poi tutti gli altri step li conosciamo bene.
    Il fine ultimo era e sarà quello di aprire il mercato del farmaco alla grande distribuzione e alle società di capitali, e direi che sono già a buon punto.Ad oggi fioccano e nascono come funghi catene e franchising di parafarmacie che sicuramente chiederanno e pretenderanno ( ottenendola) la fascia “c” .
    Questo è cio che sta succedendo e che succederà.
    Purtroppo è questa l’evoluzione della farmacia che i nostri governatori hanno voluto e come al solito ci CITTADINI ne pagheranno le conseguenze!
    L’ho detto e lo ribadisco: equiparare i farmcaco ad un bene comune è stato un grave errore; e peggio ancora è stato introdurre un regime fortemente concorrenziale nel sistema. Il mercato del faramcao è un mercato a forte asimmetria informativa ed introdurre un sistema concorrenziale è pericoloso solo ed esclusivamente per i cittadini : non ci vuole un nobel in economia per capirlo!
    con l’ingresso di nuovi competitors nel mercato delle farmacie la quota dei “vecchi classici titolari di farmacia” , inevitabilmente verrà ridotta; staranno ( staremo ) con le mani in mano ? non credo proprio! Ci adegueremo presto al nuovo sistema, non ci vuol mica poi tanto a fare il commerciante e mettere in campo i vari strumenti di marketing per attrarre clienti ed incrementare le vendite!!! Scordatevi il farmacista che rinuncerà ad una vendita , pur sapendo che il cliente da quel otc, integratore, parafarmaco non otterrà mai nessun miglioramento! Mi direte ” Beh, la prossima volta il cliente non si fiderà più di lui e cambierà farmacia o parafarmacia”!!! Non signori, non è cosi!!! Ricordate: ASIMMETRIA INFORMATIVA : la medicina non è una scienza esatta come la matematica , e un professionista che conosce bene la materia non avrà alcuna difficoltà a “piazzare una vendita” e “coprirsi le spalle” da eventuali proteste eo insoddisfazioni del cliente!!
    Gia immagino le vostre reazioni a queste parole….ed avete ragione!!! Sono io il primo nauseato e schifato da questi termini COMMERCIALI…..ma non lo abbiamo voluto noi tutto cio!!! Hanno voluto la concorrenza….e concorrenza sia!! le uniche vittime saranno sempre i soliti noti : NOI CITTADINI.!!!

  • andrea

    STATE CONSEGNANDO CAMICE E CADUCEO ALLE MULTINAZIONALI! 
    E’ tristemente tipico di noi italiani, capaci solo si farsi le scarpe e di coltivare livori ed acredini ..volere la morte altrui per placare la propria invidia! ABERRANTE!! QUALE E’ IL PUNTO???Quale e’ l’interesse della professione? 
    QUALE DIAMINE E’ OGGI L’INTERESSE DEL CADUCEO?! 

    QUESTO E’ PUNTO! 

    Qualcuno arriva a capire che il modello americano alle porte e’ la Caporetto del welfare e che la DISTRIBUZIONE del farmaco in mano alle multinazionali e’ una ABERRAZIONE ASSOLUTA? ..come tale andrebbe combattuta ad ogni costo invece di farsi cavalli di Troia ( parafarmacisti, farmacisti arrabbiati, farmacisti non convenzionati, farmacisti- DESTABILIZZATORI) x poteri forti e distanti! Poteri cui della gente (tutti , noi compresi) non importa  nulla! L’unico scopo che le multinazionali si prefiggono e’ l’utile e il monopolio di catena! X CUI LASCIATE STARE PER FAVORE L’ETICA l’ipocrisia del para&libero che si fa paladino dell’etica e’ QUANTOMENO RISIBILE! 
    QUELLO CHE STATE FACENDO E’ UN CRIMINE VERSO LA SALUTE UMANA… IL FARMACO COME TALE NON DOVREBBE SUBIRE MAI ALCUNA DERIVA COMMERCIALE!!!

    STIAMO VERSANDO ACQUA SULLA STESSA FRANA SU CUI STIAMO BARCOLLANDO …. aberrazioni liberiste intrise di melma impastata di invidia livore e “ingenua” follia …IL SUICIDIO DI UNA INTERA PROFESSIONE !

                  CUI PRODEST?!? 

  • Massimo

    Ma quanti lamenti da coccodrilli piangenti.
    Per decenni la categoria dei farmacisti ha accettato un sistema chiuso che favoriva alcuni (titolari, loro familiari e possidenti) a danno di altri non appartenenti a dette categorie.
    E’ stata miope non pianificando a suo tempo una seria programmazione universitaria, per cui ora sono molti i farmacisti, giovani e non. che giustamente chiedono di poter svolgere liberamente la professione .
    Infatti basta considerare il numero di domande pervenute per il concorso straordinario con una media di oltre 2.000 domande per singola regione, per capire che alla fine una stima di almeno 20.000 richieste di partecipazione rischia di essere cautelativa.
    Ma non basta, perchè poi la categoria si è fatta prendere anche dall’ ingordigia per cui ha preteso una assurda valorizzazione economica dell’ azienda farmacia prendendo come base di calcolo il fatturato (da 2 a 3 volte) anzichè l’ utile di esercizio (3 volte utile media ultimi 3 anni + assets) come normalmente avviene per le altre attività economico/commerciali, oltre che per le farmacie rimesse a concorso.
    Ed ora ci si preoccupa perchè il capitale è entrato a gamba tesa e se non si farà nulla probabilmente sconvolgerà i piani e la farà da padrone.
    Bastava che FOFI e Federfarma invece che indirizzare i loro sforzi per proteggere lo status quo, avessero favorito una intelligente apertura alla libera professione riservando la vendita del farmaco solo ai laureati in farmacia e con semplici regole di reciproca convivenza (es. quorum ridotto e ragionevole distanza fra esercizi).
    Però forse non tutto è perduto se si riuscirà ad abbandonare egoismi e sterili contrapposizioni proponendo, subito compatti e determinati, una equa liberalizzazione che veda però solo il laureato in farmacia/CTF quale unico depositario della libera licenza di vendita farmaci non SOP ed OTC.
    Meditate gente …. meditate.

    • Rosario

      Questi da questo lato delle orecchie non ci sentono, lo hanno dimostrato in sei anni ed adesso ci vengono ancora sfracellare i cosiddetti sempre con le stesse litanie su CooP GDO e moglie di Bersani..
      E’ stato scritto:”Salve, sono una farmacista che si è indebitata fino al collo per acquistare una farmacia ipotecando persino la casa di famiglia”…e con questo? Io a distanza di piu’ di vent’anni dalla laurea non ho un lavoro stabile ed ho due figli a cui non so che futuro potro’ dargli. Dovrei commuovermi perche’ il suo fatturato potrebbe avere degli scossoni con la fuoriuscita della fascia C?
      Lei che tipo di comprensione (e mi riferisco anche a tutti gli altri) ha mostrato verso gli altri farmacisti non titolari? Ma soprattutto chi le dice che la gente non benedice il giorno che ho aperto una parafarmacia? Mostrandomi esattamente lo stesso affetto e stima (ma anche di piu’) che mostravano quando ero ”a servizio” nelle farmacie,ed ero costretto a farmi largo tra paratitolari spocchiosi e magazzinieri promossi farmacisti sul campo.
      Farmacie che gia’ molto prima di Storace, avevano indirizzato la propria attivita’ verso una deriva commerciale da supermarket del farmaco ( e non solo).
      E’ stato scritto:-” Perchè nessuno dice che la farmacia negli anni è molto cambiata? il fatturato che è rappresentato dal 75% dalle ricette SSN (che paga lo stato) è più che dimezzato a causa dell’abbassamento dei prezzi dei farmaci per scadenze brevettuali (esempio l ‘Aulin bustine costava nel 94 circa 30.000 lire, oggi costa appena 4,00 euro, questo è solo un esempio di decina di migliaia)”-.
      Infatti lo hanno detto tutti e voi siete gli unici a non volerlo sentire alla faccia della tutela della salute del cittadino, che: NON CI SONO FONDI ed il SSN rischia di collassare. Se sentissero dirvi che l’Aulin dovrebbe tornare a costare 30000 lire o 15 euro,cosa ne penserebbero i vostri clienti? Forse non darebbero piu’ il loro gradimento alle farmacie… I Soldi per l’Aulin quando costava 30000 lire,ma neanche adesso che ne costa 4,00, scarseggiano dopo i tagli Montiani. Qualcuno potrebbe dire infatti:-meno male che l’Aulin adesso costa meno-,voi naturalmente no, e’ per questo che viene un dubbio: ma siete farmacisti o commercianti? Decidetevi una buona volta e siate un po’ ottimisti.

  • andrea

    …meditate certo, sulla fine del FARMACISTA, meditate ..e.. preparatevi ai co co co a vita in gdo e call center

  • Roberto

    Oh, poverino come mi dispiace… In questi anni la lobby di Federfofi ha permesso ai laureati di prendere uno stipendio da commessi e ha chiamato colleghi titolari di parafarmacia “profumieri ” o “pizzaioli” mentre in farmacia vedevo esposte in vetrine scarpe o persino bottiglie di vino! Come mi dispiace per gente che pretende di “ereditare” la professione, cosa che neppure in una super casta come quella dei notai è possibile. La stessa Federfofi che parla di professionalità non ha mai detto niente a proposito di tutti i magazzinieri travestiti da farmacisti che facevano risparmiare qualche centinaia di euro a fatturati milionari. Nel recente delisting hanno aggiunto farmaci con il brevetto scaduto ma non la tachipirina da 1g. Ecco perchè muore una professione: perchè c’è troppa gente che si sente ancora nel medioevo.

  • Antonio

    Andrea G. Hai rotto!!! È finita per la farmacia mal gestita! Stateci! Ci sarà la libera professione presto! Invece la collega credo scriva da Marte! Poche idee e confuse!!

    • Andrea

      Caro collega. Qui non ci siamo capiti….io come molti altri colleghi non abbiamo paura di perdere “fatturato ” o marginalità!!! Ma le conseguenza che ne deriveranno. Lei davvero pensa che introducendo un sistema fortemente concorrenziale , si porterà vantaggio ai cittadini? Bhe, io lo dubito…anzi! Qua il vero problema è il danno che subiranno i CITTADINI!!!! Finitela di fare gli ipocriti: la verità è questa, e chi ne farà le spese sara il paziente-cliente, che purtroppo diventerà solo CLIENTE al quale vendere ad ogni costo qualsiasi schifezza , pur di far cassa! e questo varrà per tutti : farmcie , parafarmacie e GDO!!!!Sicuramente ad oggi alcuni colleghi non si fanno scrupoli e dispensano prodotti anche quando la situazione non lo richiederebbe. Forse Tizio risparmiera 1, 2, 3 euro su un medicinale, integratore eo parafarmaco…ma forse manco ne aveva bisogno!!!!! Io sono stato sempre deontologicamente e professionalmente corretto, ogni giorno dalla mia farmacia escono pazienti con la busta vuota ma con tanti consigli e raccomandazioni….ogni giorno distolgo dall’acquisto di prodotti inutili per Tizio, Caio o Sempronio, che magari avevano visto in pubblicità ( altra rovina per la salute pubblica!!!!) …..e sono convinto che anche voi e la stragrande maggioranza dei colleghi si comporti ugualmente. Ma se si procede con queste liberalizzazioni selvagge e la concorrenza tra i vari competitors diventerà accanita , pensate che il comportamento professionale potrà prevalere sull’interesse commerciale????

  • Antonio

    Ps alla collega dell’articolo consiglierei di investire in un corso di grammatica italiana! Fa ribrezzo leggerla.

  • Antonella Puleo

    Questa lettera è fondamentale quanto un cappotto a Portopalo in pieno agosto. L’utilità di questa lettera è inesistente. Tralasciando la forma discutibile e il lessico utilizzato, poichè materia e colpa del professore di lettere della collega, posso dire che sono stati 20 secondi di spasso inatteso, poichè ho letto numeri dati a casaccio, totalmente inventati e che non hanno nessun riscontro con la realtà. Collega, ascolta, non fa per te la scrittura e comunque, se proprio vuoi cimentarti, la prossima volta attingi a fonti certe per evitare di esporti in tal modo. Tutti scrittori son diventati. Stanno spuntando come i funghi. Buon segno. Vuol dire che hanno davvero paura e scrivono, come facevamo noi sino a qualche tempo fa, e lo fanno nel tentativo di intimorire e irretire. Buon segno. Hanno davvero paura che le cose cambino. E cambieranno. Insultateci, continuate così… evocate disastri causati da COOP e GDO. Non è di loro che avete pura, ma delle persone che lavorano fianco a fianco con voi ogni giorno, di noi colleghi, poichè temete di non essere più i padroni.

  • Alessio

    I soliti comunisti credono solo in chi scrive bene, peccato che i Fatti non sono le Parole che si basano su opinioni, i Fatti sono quelli descritti dalla collega, la realtà è che farmacie ogni 50 metri non sopravviverà quello più bravo ormai la gente non cerca professionalità ma cerca il risparmio l’offerta e gli unici che c’è la faranno saranno i vari Pessina Coop e altre multinazionali, alla faccia degli sfidati che credono di essere più bravi degli altri, ma per la loro consolazione ci sarà un capo reparto con un diploma che forse lo assumerà in un loro punto vendita. Buona fortuna

  • Marianna Cannone

    Poveri illusi non ho mai visto un ricco che vuole far arricchire un povero, la torta la mangeranno loro alla faccia vostra a voi lasceranno le briciole e i vostri debiti che farete per aprire la farmacia non convenzionata, e bravi con la vostra vittoria di Pirro

  • Mario

    Da quello che si legge qui dentro sembra che tutti i dipendenti non vedano l’ora di mettersi in proprio e vendicarsi sui titolari. Io ne conosco tanti, ovviamente compresi i nostri, con i quali il rapporto è ottimo e sincero. Vero che lo stipendio non è principesco, ma non hanno alcuna intenzione di legare la propria prpfessionalità a ragioni economiche, cosa che il titolare purtroppo deve fare per far quadrare i conti. Esiste una categoria di dipendenti che non ha alcuna intenzione di prendersi le magagne del titolare, poichè vedono quanto ci sbattiamo per far andare avanti la baracca. E so che bocciano assolutamente le parafarmacie e le gdo, pensando ai colleghi in quella situazione come coloro che hanno venduto l’anima al diavolo. Questo perchè hanno un forte senso di professionalità e cura della salute e ripudiano certe soluzioni intermedie che nulla hanno a che fare con i loro sbattimenti, tra richieste asl, campagne di prevenzione, interazioni tra farmaci e guida all’uso delle ricette, nonchè alla loro lettura. Quindi cari miei non parlate in generale, perchè molti dipendenti di farmacia vi odiano per avere minato il futuro della loro professione.

    • Rosario

      Perche’ vuoi estendere il tuo odio facendo finta che sia quello dei tuoi dipendenti? Il dipendente ormai lo sa che non puo’ piu’ aspettarsi alcuna sicurezza dal lavoro in farmacia e non pende piu’ dalle labbra dei paratitolari di farmacia(salvo indecorose e pietose eccezioni). Quindi tieniti dentro cio’ che senti, perche’ e’ solo l’inizio, avete finito di minare il futuro a chi non appartiene alla vostra ormai inutile casta.

      • Mario

        Rosario hai stancato. Continui a generalizzare e basta. Tutti i titolari per te sono belve e tutti quelli che lavorano in parafarmacie santi. Gli squali ci sono dovunque,cerca di capirlo. E ci sono tanti titolari che sono una benedizione per i cittadini, che tu ci creda o no. Sinceramente da quello che leggo qui dentro scritto da te spero davvero tu non sia l’esempio del farmacista che verrà premiato in futuro, perchè Dio ce ne scampi!
        Ma tanto poi vedo che scrivi talmente tanto che nemmeno hai idea di cosa significhi il lavoro duro in farmacia. Tanti saluti.

        • Rosario

          Mi dispiace che si debba sempre scendere sul personale, quando abbiamo ( avremmo piu’ che altro) argomenti piu’ pregnanti da trattare. Ma visto il livello degli insulti, magari dico qualcosa di interessante. Allora ti svelero’ che scrivo tra un cliente e l’altro o mentre carico personalmente una nota a fornitore.
          ( Poiche’ faccio tutto io qui, imparando sulla mia pelle il tempo trascorre troppo veloce… ma immagino che tu non crederai a cio’ che sto scrivendo).
          Difatti spesso capita di fare qualche errorino nei posts, dovuto al fatto che magari sto finendo di scrivere qualcosa mentre qualche cliente attacca a parlare. Che tu ci voglia credere o no, qui il lavoro e’ moltissimo (per chi ha entusiasmo)anche se quel che se ne ricava e’ solo pura gloria. Ma mi va bene anche quella.
          Fondamentalmente non avrei niente contro i titolari di farma, se appena mi distraggo non mi volessero a tutti i costi mettere i piedi in testa. E questo sin da quando sono uscito dalla facolta’ di Farmacia. Ma purtroppo non sono il tipo che abbassa la testa e quindi quando succede, reagisco male e scomposto, perche’ nessuno mi ha mai regalato nulla nella vita. (Detto questo speriamo di non aver annoiato la platea.)

          • Rosario

            Quando uno scrive questo cosa dovremmo fare noi delle parafarmacie?
            -”Proporrei a tutti di fare una raccolta firma da mandare all’ordine,con la lista dei parafarmacisti che vanno espulsi dalla categoria.isoliamo,se ne accorgeranno soli che fra un paio d ‘anni saranno commessi della coop..”-
            E poi dovremmo anche domandarci perche’ vogliamo consegnare la distribuzione al capitale?

          • Mario

            Ahah ma ti rendi conto che contraddizioni? Se vuoi saperlo il sottoscritto, pur avendo 4 farmacisti laureati al banco me compreso (non magazzinieri ci siamo intesi? anche se c’è gente che magari ha fretta e chiede alla magazziniera che è lì da 20 anni di servirla per la crema o per altro che non riguarda direttamente il farmacista) a volte non ha nemmeno il tempo per andare in bagno o rispondere al cellulare. Mi sa che non hai idea di cosa significhi “lavoro moltissimo” se sei solo e hai il tempo di scrivere così tanto…

  • Massimo P.

    Sono d’accordo con Mario, poi il titolo della lettera è perfetto, la parafar avis o in futuro la farmacia non convenzionata è un esercizio commerciale che può essere di proprietà di cani e porci in Campania la camorra in Sicilia la mafia non vedono l’ora di iniziare i loro investimenti come appreso più volta dalla stampa e dal Governatore Caldoro, inoltre ci sarà il fruttivendolo, il macellaio, il tabaccaio, e chiunque abbia un capitale da investire per aprire prendendo come Garzone di bottega un farmacista

  • lo speziale

    collega ti consiglierei di ricominciare dalla lettura dei Promessi Sposi..dopo aver letto questa opera e capita la fondamentale importanza della “divina provvidenza” manzoniana allora saprai spiegarti tante cose sul lessico e sulla grammatica..

  • Raffaele

    Garzoni di bottega ? Noi farmacisti come osamo costoro, hahahaha!!!!!

  • Francesco Sarno

    Sembrano tutti più interessati alla grammatica che alla realtà, mà invece di fare i farmacisti allora perchè non vi mettete a fare gli scrittori? Perchè come dice la collega la professione del farmacista è alla fine o come dicono giustamente altri sarà equiparata a quella dei garzoni di bottega, dove nessuno avrà più il diritto di sperare di vincere o comprare una farmacia indipendente ma avranno solo il dovere di fare a vita il ragazzo di bottega di chi ha i soldi

  • Mario

    @ Rosario
    io credo molto nella meritocrazia e nel fatto che i titolari sono sempre alla ricerca di personale qualificato, e non intendo solo la laurea ma ben altro.
    Se in 20 anni hai ancora un lavoro non stabile mi sa tanto che il problema sei tu.

    Svegliati !

    • Rosario

      Senti piccolo io ho lavorato al banco di farmacia per sedici anni e di cose ne ho vissute molte ed imparate molte di piu’. Soprattutto a riconoscere la gente dentro. Per cui se non conosci le persone stai zitto!
      Il lavoro non stabile ce l’hanno tutti i farmacisti non titolari. Ed anche quei pochi che pensano di essere al sicuro con un contratto indeterminato possono essere bellamente licenziati da un momento all’altro senza grandi grattacapi del titolare. (Al massimo ci possono perdere un paio di mensilita’ di bustapaga)Basta che il titolare ritenga di non poter pagare il misero stipendio o che il magazziniere costi meno e faccia anche le pulizie.
      Pivello che vieni ad insegnare a me qual’è il problema…ma chissei il solito paratitolare di farmacia o uno di quei servetti dipendenti e carne da cannone da sacrificare al primo cambiamento del vento?
      Quei dipendenti pecoroni che si fanno fare il lavaggio deòl cervello dal titolare e non si rende conto di camminare su un dfilo pronto a cadere?
      Datutto cio’ che leggo commentato da certi cialtroni non c’è una giustificazione che e’ una alla liberalizzazione della fascia C. Ma non solo la liberalizzazione delle aperture delle farmacie direi. Che banda di musicanti che siete….anzi che siamo, visto che ci troviamo nello stesso Ordine professionale…

      • Mario

        Caro Rosario,
        sono un titolare di farmacia da più di 20 anni e dalle cose che scrivi e da come le scrivi si evince che per te la professione è solo un pretesto per avere quello che non hai, non mi dispiace per te.

        Le mie dipendenti hanno avuto sempre quello che richiedevano perchè motivato da grande attaccamento al lavoro.
        Altri, hanno anche provato a portamene via una promettendole guadagni doppi rispetto a quelli che potevo garantire io.
        Ha preferito rimanere con me per un sacco di motivi, uno tra tutti forse quello di poter approfondire, con il mio aiuto, anche economico, aspetti della professione a lei cari e che ora ne fanno un riferimento assoluto nella nostra farmacia.
        Come lei, le altre.

        Non passano le ore a scrivere post durante l’orario di lavoro, spesso mi aiutano a correggere i miei errori e sono degli ottimi consulenti d’impresa.
        Hanno un valore doppio del tuo pur lavorando da meno di te.

        Dovresti rivedere il tuo modo di porti alla società e non pretendere attenzione solo perchè fai quello che devi e perchè esisti.

        Il lavoro, che ancora c’è, è una opportunità di crescita e non più un semplice diritto.
        Se non lo sai riconoscere non è un problema della comunità in cui vivi, è un problema solo tuo.

        Questo non significa che giustifico comportamenti a volte scorretti dei miei colleghi titolari, ti posso assicurare solo che sono la minoranza.

        Di sicuro non ti assumerei mai.

  • silvia

    proporrei a tutti di fare una raccolta firma da mandare all’ordine,con la lista dei parafarmacisti che vanno espulsi dalla categoria.isoliamo,se ne accorgeranno soli che fra un paio d ‘anni saranno commessi della coop

    • ANTONIO

      io proporrei di isolare gente come te…!!! senza ideali e con pensieri alla Mussolini! sciò…

    • libero

      si e vorrei vedere come potresti farmi espellere…..impara le basi, poi ripassa.Occhio alle fustelle.

  • Andrea

    Dimostrerete cosa sapete fare comunistelli CHOOSY figli di mamma stato e del c’ho li tituli …gratta gratta …vincerete un buco nel nulla. Non avete alcuno spirito ne’ risorsa imprenditoriale vi spetta quindi una flessibilità e un futuro da precari con stipendi che nn miglioreranno certo! Io conosco collaboratori che oggi guadagnano 2000€ mese ..non li avranno mai più, ne’ tanto meno vedranno utili decenti i singoli titolari “di vicinato”

  • adelchi

    Buongiorno,
    sono un  farmacista di 35 anni, titolare unico di parafamacia e vorrei rispondere alla collega “rurale-sussidiata” che secondo me, oggi, il ruolo del farmacista, si estrinseca in un atto meramente di scambio ; il farmacista ha pochi elementi per comunicare la propria professionalità. Sostanzialmente il suo atto professionale, apparente, si traduce nell’interpretazione-lettura della ricetta, individuazione del farmaco, ed emissione dell’eventuale scontrino fiscale. L’atto professionale appare all’osservatore sostituibile, cioè, in sostanza non emerge l’espressione della conoscenza professionale, infatti nel luogo comune s’identifica la farmacia, perché più assortita o per la disponibilità del personale e non il farmacista.Non mancano al farmacista stimoli e informazioni che parlano di marketing,È necessario,invece,insistere sulla comunicazione umana per trasformare il concetto da prodotto venduto in farmacia a prodotto consigliato dal farmacista;servizi erogati dal farmacista in farmacia,quale luogo di accesso al farmacista professionista sanitario di primo livello,Il farmacista può incutere ed invertire questo luogo comune, operando un reframing. Dov’e’ finito il lamento del farmacista che tra puzze e tormenti trascorreva le giornate a preparare medicamenti?.
    Il farmacista che diventa testimonial non del prodotto, ma della sua professionalità peculiare ed esclusiva,mission oriented.
    Grazie
    Dr. Adelchi Conforti Cosenza

  • francesco

    Quanti titolari di farmacia inferociti, qualcuno addirittura arriva a minacciare di voler cancellare dagli ordini tutti i farmacisti che non siano titolari di farmacia. Altro che fine del mondo, la profezia dei maja forse si riferivaa alla cancellazione della lobby, rendendoli uguali a tutti gli altri. Corri titolare corri, ormai i tempi del lusso sono finiti. Devi lavorare come tutti gli altri farmacisti e per di più devi essere bravo, altrimenti il collega con maggiore professionalità ti toglierà i pazienti-clienti.
    Auguri.

  • Federfarma roma trasmette una lettera “piagnisteo” da distribuire ai cittadini, un collega titolare romano in vena di inutili ed improbabili candidature politiche fa recapitare un suo libro dal titolo ridicolo “Risorgeremo”, mi faccia il piacere impieghi il suo tempo ed il suo denaro in maniera più proficua.
    La realtà è un altra e sotto gli occhi di tutti, come ampiamente previsto il futuro ci riserverà un penosa guerra fra più poveri, meno poveri e poveracci.

  • ANTONIO

    meglio comunistello che lobbista!!! presto presto vedrete che sorpresina ahhahahaahh.

  • andrea

    Diceva un Gattopardo …bisogna che le cose cambino xche tutto rimanga esattamente com’e. Ai posteri .. sognatori politicizzati & capri emissari .. chi ha le pezze al culo tale rimarrà x sempre! Contando che la societa e’ spinta a contrarre la medio alta borghesia in un oligarchia ancora più spinta …chi terra i cordoni della borsa voi? Ha ha ha il mondo di Oz e Il Paese delle Meravigle .. a qualcuno i titoli hanno dato alla testa forse farebbero bene a chiacchierare con qualche avvocato impiegato nei call center tanto x ridimensionarsi. Intanto godetevi livore invidia e bave da sciacalli ..sono tutto ciò che avrete!

    • Antonio

      Qui chi ha le pezze al culo sei solo tu andrea ahhaahhaahah

    • Edgardo

      Andrea Andrea… Pensa a credifarma va…

  • libero

    ehh andrea nn ti preoccupare tempo al tempo…nel 2006 nn doveva succedere nulla, poi ci avrebbe dovuto pensare il duo fazio-tommassini(a proposito .ahahahahahahahahah!!!),poi il delisting sarebbe bastato a stoppare…..poi …vedremo….noi siamo ancora qui!

  • Marco Buonagurio

    Anche in Grecia per un pò di tempo hanno detto siamo tutti ancora qui, poi…… è cominciata una sfilza infinita di fallimenti di farmacie cosa che continua nonostante il Governo abbia di nuovo contingentato le licenze, ormai è troppo tardi in “sistema” si è rotto chi prima aveva i soldi li ha ancora chi non li aveva ora invece a solo debiti.

  • Marco Buonagurio

    Anche in Grecia per un pò di tempo tutti hanno detto siamo ancora qui, con la nostra “farmacia libera”, poi…… è cominciata una sfilza infinita di fallimenti di farmacie cosa che continua nonostante il Governo abbia di nuovo contingentato le licenze, ormai è troppo tardi in “sistema” si è rotto chi prima aveva i soldi li ha ancora e forse di più, chi non li aveva ora invece ha solo un mare di debiti.

  • riccardo tebaldi

    ma l’articolo è ironico vero?
    perchè se non fosse così comincio a preoccuparmi seriamente. Il titolo è FARMACISTA FINE DI UNA PROFESSIONE ma leggendo queste righe, molto confuse a dir la verità, si mette in risalto un quadro che mi auguro sia un tantino diverso dalla realtà. Nello specifico la collega parla di 17000 titolari e di 34000 mogli, figli o parenti di questi presunti titolari per un totale di 51000 farmacisti su un totale di 70000 laureati. Ora se la collega voleva che passasse il messaggio che è sta per morire non il famacista in se steso ma la possibile figura lobbistica del farmacista allora forse l’articolo può avere un senso e se ne può discutere. Se invece qui l’intento è di parlare della crisi del sistema farmacia allora questo articolo sembra più il manifesto di una necessità di cambiamento ma serio ed in fretta.

  • Albio

    Leggo con curiosità gli interventi astiosi dei titolari di parafarmacia. Sono un titolare di farmacia,ho due lauree conseguite con il max dei voti e sono sempre presente in farmacia,quindi non mi identifico nella descrizione di titolare “paraculato”. Vorrei chiedere, ma pensate davvero che ve la passerete molto meglio quando finalmente avrete ottenuto la fascia c? Io non aspetto altro, ho già i locali pronti, non appena aprire una parafarmacia sarà economicamente vantaggioso sarò il primo a farlo, e penso che molti altri colleghi farmacisti faranno lo stesso.Pensate: 4000 nuove farmacie,e in più chissà quante nuove parafarmacie,gestite magari da gente con più competenza ed esperienza…guardate che la libera concorrenza è libera per tutti…come si suol dire,ride bene chi ride ultimo…

    • Rosario

      Quelli astiosi( i commenti) dei titolari di farmacia invece sono sfuggiti? Speriamo che non vi sfugga il fatto che noi delle parafarmacie siamo gia’ abituati a combattere con le difficolta’ del mercato. Dobbiamo industriarci a fare concorrenza col poco che abbiamo disponibile…la selezione e’ gia’ avviata da anni. Voi ci siete abituati?
      Alla libera concorrenza dico…o siete piu’ abituati a vincere ”facile, facile”. Un consiglio: qua non serve riversare un monte di soldi da tenere impegnati…ci vuole ben altro tra cui oculatezza e capacita’ di lavorare molto ricavando poco. Una vera ”mission impossibol” adatto a chi e’ abituato a lottare( parlo un’altra lingua forse per voi?).

    • Antonio

      Io non temo un imprenditore abituato a lavorare in monopolio.. Non vedo l’ora! Ps occhio a non spedirci anche la fascia A in para, collega!!!

  • Francesco

    @ Albio, se passa la fascia C ti ritroverai da solo a lavorare nella tua farmacia perché i tuoi collaboratori si apriranno la loro parafarmacia e stai tranquillo che non troverai nessuno per poterne aprire.
    Il futuro è un farmacista una farmacia.
    Saluti.

  • andrea

    Rosario …. “due diligence” .. impossib(O)le

    • Rosario

      Appunto dicevo che non capite la mia lingua…he, he!(scherzo sul fatto che se ci leggessero da ”fuori”, con gli svarioni che scriviamo potrebbero levarci la laurea).

  • Roberto

    Tra i titolari di parafarmacia conosco anche dei titolari di farmacia che usano la para come succursale. State attenti alla lista, miei cari geni, che potreste persino trovarvi con qualche politico-titolare farmacista pagato anche a caro prezzo.

  • Albio

    Come ho detto, riderà bene chi ride ultimo. Non sto dicendo che i parafarmacisti non ce la faranno, che hanno capacità inferiori ai “titolari”, sto solo dicendo che dovremo lottare “noi”, ma anche “voi”…e non penso che TUTTI voi siate abituati alla lotta…comunque non voglio essere polemico, solo esporre il mio punto di vista. Poi chi vivrà, vedrà. Per francesco:non penso che tutti i farmacisti abbiano la capacità/incoscienza di sostenere il costo iniziale di apertura di una attività. Altrimenti, secondo il tuo ragionamento, dovrebbe esistere l’uguaglianza: un operaio=una fabbrica. Mi pare non sia così. Come mai ?

    • Rosario

      A me ridere per ultimo non interessa. Per me e’ molto piu’ importante aver fatto qualcosa di importante e serio quando un giorno, mi domandero’: che senso ha avuto questa vita?
      ( E la risposta non dovra’ essere…ho perso tempo a controbattere a certe anime confuse che mi chiamavano ”parafarmacista”)

    • Antonio

      Parafarmacista ci sarai, visto i tuoi studi approssimativi! Lauree col max dei voti? Bisogna vedere dove le hai prese e quanto ci hai messo! Sveglia.. La pacchia è finita! Se passa la C io mi apro la 3^ para e vediamo chi spunta dopo!!!

  • Massimo

    Personalmente trovo i commenti all’ articolo, a parte qualche eccesso di spigolatura, sicuramente interessanti, anche se evidentemente esposti partendo da punti di vista con interessi divergenti.
    Il fatto è però, che volenti o meno, si è tutti sulla stessa barca e che il dado è ormai tratto.
    La questione circa la possibilità del farmacista di dispensare liberamente farmaci, oltre ad OTC e SOP, ha già visto ben 3 responsi TAR positivi e si è in attesa del 2^ grado che, stante le motivazioni già espresse, darà una più che probabile conferma circa la possibilità di libero esercizio professionale del farmacista.
    Questo è un fatto, ed è sterile da parte dei titolari protestare e gridare al diluvio.
    Questa evoluzione era oggettivamente inevitabile e personalmente la vedo in chiave positiva sia per la professione (più opportunità di esssere farmacisti a 360 gradi e non solo dipendenti) ma anche per il futuro della farmacia che dovrà migliorare efficienza e competenza.
    Non vedo neanche il paventato tracollo economico ma solo un possibile riequilibrio, anche se poi dovessero convivere 20.000 farmacie convenzionate con altre 10.000 non convenzionate.
    Il punto chiave per tutti i farmacisti sarà pertanto quello di difendere la sola cosa che, a mio avviso, va salvata della attuale legislazione e ciè che la licenza di vendita dei farmaci in forma societaria deve rimanere in capo a sole società di persone e non di capitali.
    Solo così potrà essere limitato l’ inevitabile aumento di ingerenza del capitale, per cui è fondamentale che la categoria tutta sia compatta e difenda, con occhio razionale e non umorale, il proprio patrimonio professionale e conseguente futuro.

  • Maria

    Mio Dio che tristezza leggere il “lamento del Titolare” se poi è un titolare svenatosi per comprare la farmacia è ancora più triste!Si capisce benissimo che qualunque seppur piccola variazione può mandare nel panico il suddetto titolare con Farbanca alle calcagna….io , essendo italiana e conoscendo questo paese a fondo non mi preoccuperei più di tanto….da noi la lobby qualunque essa sia in genere ce la fa sempre, e le banche sono lobby ancora più grosse, hanno bisogno di gente che si svena per comprare le famose licenze….io lo trovo un sistema indecente, poi fate voi, sono sparite per tutte le attività, tranne i titolari e i tassisti e poche altre stupide cose….

  • alexander

    L’ignoranza che dilaga in alcuni commenti e’ davvero agghiacciante. In primis vorrei dire alla collega autrice dell’articolo, che si dovrebbe indignare solamente del fatto di essere stata promossa alle scuole elementari visto come scrive in italiano. Senza voler fare una polemica tra titolari, non titolari e parafarmacisti che e’ inutile e improduttiva, vorrei solo precisare alcune inesattezze che sono state scritte.Ai colleghi che parlano di gdo o call center a 900 euro al mese citando il “modello americano” vorrei dire che forse in vita loro non hanno passato neanche il confine con la Svizzera perche’ parlano senza alcuna cognizione di causa. Vivo negli Stati Uniti dove sto convertendo la mia laurea e il sistema e’ questo: al terzo anno di universita’ i ragazzi americani devo sostenere un tirocinio professionale dove vengono pagati 2500 dollari al mese (esattamente come il nostro tirocinio no?), dopodiche’ una volta laureati il primo contratto da farmacista va da 60mila a 80mila dollari annui fino ad arrivare ad un massimo di 120mila. Adesso io capisco che, naturalmente , ogni persona pensi a preservare i propri privilegi ma ditemi, con onesta’ intellettuale, come si possa criticare chi si auspica una riforma in tale direzione. Inoltre, nel nostro Belpaese la meritocrazia e’ mortificata ogni giorno con la vergognosa regola di poter passare la licenza da padre in figlio. Infine come si fa ad etichettare come un fatto negativo l’abbassamento dei prezzi dei farmaci o la possibilità di applicare uno sconto, quando vi e’ un risparmio per il singolo e per lo stato (quindi la collettività).

  • Maria

    Grazie Alexander ci fai sentire meno soli sapendo(ma io già lo so da tanto) che altri paesi hanno più rispetto per la nostra professione , e non la legano solo ai soldi di papà….o all’incoscienza di caricarsi come una bestia da soma di un mutuo da paura per fare arricchire ovviamente le banche, grazie

  • andrea
    • alexander

      ahahahahhahaha dal morire dal ridere l’articolo. Ma d’altronde basta vedere in quale universita’ si e’ laureato il nostro esimio autore. I suoi dati sono tutti giusti e supportati dai fatti. Vedo, infatti, milioni di americani alle frontiere italiane decisi a tutto pur di emigrare di Italia. Hanno tanta voglia di venire a fare i ricercatori a 800 euro al mese sorpassati dal figlio del professore universitario di turno, o i farmacisti a 1200 euro al mese comandati da qualche figlio di farmacista laureatosi in 10 anni col minimo dei voti magari nella stessa università dove ha studiato il nostro economista. VIVA LA DEMOCRAZIA ITALIANA!!!!

  • andrea

    Alex .. has been around .. you fake .. Mort Goldman ?

  • libero

    ha ragione alexander …..

  • Laura Ghisu

    Io non sono per nulla d’accordo con la liberalizzazione, secondo me dovremmo fare dei passi indietro svuotare le nostre farmacie bazar di tutti i beni di consumo e riappropriarci della nostra professionalità,fare i farmacisti e dispensare farmaci e consigli!
    La nostra sembra una lotta fratricida tra collaboratori,titolari,farmacisti e “parafarmacisti”,siamo tutti i professionisti del farmaco, gli unici a poterlo dispensare!
    Io credo che sia impossibile lavorare in maniera professionale in un sistema fatto di concorrenza dove non puoi contraddire il cliente, ma allo stesso tempo si tratta di un paziente e della sua salute.
    Io non so a voi , ma a me capita spesso di dover convincere
    o guadagnarmi la fiducia del cliente,forse un medico contratta la terapia con il proprio paziente?
    Io ho assistito a scene umilianti per tutta la categoria e la causa e’ il libero mercato il farmaco non e’ un bene di consumo tutt’altro il suo utilizzo va’ controllato e non incentivato, io voglio fare la farmacista occuparmi mi di farmaci,farmacocinetica biodisponibilita’ effetti collaterali etc, non di sconti , visual merchandiser ,rincari,voi? Se questa e’ la tendenza, saremo dei perdenti!

    • Antonio

      Parafarmacista ci sarai tu per i tuoi studi approssimativi.

    • Rosario Musumeci

      Ci sono cose condivisibili in cio’ che scrivi tranne per il..”parafarmacista”..e te lo dice un titolare di parafarmacia!

      • Mario

        Proprio tu parli? Tu che dai del “paratitolare” a tutti i titolari indicandoli tutti come paraculi?

  • Cara Laura, condivido tutto quello che tu affermi ed anch’io cerco da sempre di divulgare questi semplici concetti…..una volta la Farmacia era un luogo di “Professione”, oggi….

  • libero

    si però signori…..se alla farmacia togliete il commerciale la farmacia,oggi come oggi, chiude….non facciamo voli pindarici….il ssn,nonostante i tentativi racchiani,darà sempre meno alla “convenzione”…io dico diamoci da fre prima che sia tardi.Concettualmente concordo con Laura , praticamente …meno

  • rosario musumeci

    Non e’ assolutamente vero. Ho un ottimo rapporto di amicizia con diversi titolari di farmacia, che non reputo facenti parte del gruppo che menzioni. Gli epiteti che io uso poi, sono sempre in risposta a qualche provocazione diretta o indiretta.

  • ykknv

    Se e’ per questo non torna nemmeno l’italiano della dottoressa (si fa per dire) Festa. Per fortuna non faccio piu’ parte di un ordine includente i somari.

  • Laura Ghisu

    Scusate non intendevo con il termine “parafarmacista” offendere i colleghi che tanto rispetto,volevo soltanto sottolineare che l’apertura delle parafarmacie non ha portato giovamento a noi farmacisti ma piuttosto sono state specchietti per le allodole. Quando hanno liberalizzato non penso proprio volessero fare gli interessi nostri ma della grande distribuzione, i colleghi titolari di parafarmacia si devono proprio arrabattare per arrivare a fine mese e io lo trovo ingiusto! Io sono una fortunata pero’ vorrei un sistema meritocratico in cui sono titolare perche’ me lo merito non perche’ sono figlia o nipote di..

  • Laura Ghisu

    Caro Antonio io ti faccio i migliori auguri per la tua 3° parafarmacia, se a te va’ bene cosi’! Non sarebbe stato piu’ giusto darti la possibilità di diventare titolare di una farmacia? Senza creare farmacisti di serie A o B (e nn in base alla loro professionalita’ ma bensì perche’ la serie A come dice la pubblicita’ TI PIACE VINCERE FACILE?)
    Ci stanno usando,hanno buttato il pomo della discordia e se la ridono alle nostre spalle che litighiamo, magari il problema fosse la parola Parafarmacista, forse qualcuno sarebbe disposto a farsi chiamare così.Questo mi sembra lo stesso discorso sul razzismo negro o nero? la razza e’ negroide dunque negro, nero e’ un colore, il rispetto per un essere umano diverso da noi e’ scontato!
    Dunque rispetto per qualunque collega in qualunque luogo eserciti con decoro la professione
    Buon Natale a tutti

  • Laura non devi giustificare il tuo intervento di sfogo, tu hai rispettato delle “regole” che oggi, essendo state arbitrariamente cambiate le carte in tavola, hanno vanificato il tuo impegno e ridicolizzato il nostro lavoro, bisogna quindi dare ragione ed il giusto peso al collega che si firma “Libero” e che sottolinea la deriva commerciale della nostra attività, pertanto l’unica “liberalizzazione” veramente da fare è abolire il corso di laurea in Farmacia e…..una, due, tre…. Farmacie per Totti….ops per tutti.

  • MARCO

    E’ ora che i farmacisti si dividano:
    titolari di farmacia
    titolari di parafarmacia
    e poveretti non titolari!
    Tre categorie i cui interessi sono completamente divergenti!!!
    Chi ha tanto non molla e difende ciò che ha!
    chi ha poco vuole di più!
    chi non ha niente vuole tutto!
    Si parla di liberalizzazioni SI/NO forse fascia C SI/QUANDO? fascia A ?…un passo alla volta!
    Contano solo i SOLDI il resto è IPOCRISIA !!!!!!!!!!!!!
    Avete presente la rivoluzione francese : nobiltà, borghesia, terzo stato !Secondo me finirà nello stesso modo!!!!

  • Divisi, hai ragione ma rivoluzioni….. da noi è finita l’epoca, oggi in strada scendono solo gli “stracci”….il tempo e galantuomo, si vedrà.

  • MARCO

    Non auspico rivoluzioni cruente ma il risultato sarà identico come dopo la rivoluzione francese…alcuni nobili-titolari cadranno, nuovi nobili-titolari arriveranno dalle 2 caste inferiori ma alla fine chi comanderà sarà sempre un’élite di vecchi ricchi e di nuovi ricchi che dopo aver insultato e sgomitato per arrivare brinderanno a champagne con i vecchi nobili!!!! Tutto questo però ci viene descritto in modo confuso usando parole come: titolari, lobby, “fascia c” liberalizzazioni, concorso straordinario, sedi nel deserto, pianta organica,GDO, catene, parafarmacia, farmacia non convenzionata,Bersani, quorum….e mi tocca sentire ogni giorno un mare di scemenze senza fine.
    Sarebbe più onesto dire
    “siamo titolari e non molliamo l’osso vogliamo rosicchiarlo fino in fondo”
    oppure “non siamo titolari ma vi vogliamo fare le scarpe e fregarvi l’osso”

  • Una gran confusione, è così che va ovunque il mondo e le guerre ormai sono economiche, fanno tante vittime silenziose ad ogni livello e noi fondamentalmente stiamo pagando gli errori di decenni di immobilismo e di illusioni, anestetizzati dalle fandonie di un manipolo di “farabutti” ancora oggi incollati alle loro poltrone.

  • Rosario

    Per chi ha altri interessi le beghe tra titolari possono sembrare scemenze. Ma in realta’ per chi l’osso non l’ha mai avuto sono questioni molto serie e non ci piace che vengano trattate da scemenze da chi forse non e’ addentro alle questioni. Il punto e’ che qui nessuno vuole togliere l’osso a chicchessia e viceversa il nostro osso ce lo vogliono continuare a negare. E su questo inutile fare il gioco delle tre carte e far finta di essere al cospetto di un esproprio, in quanto son piu’ di cento anni che ”pochi” hanno espropriato la professione di ”molti” ed e’ inutile fare illusionismi chiamando poi alla sbarra la casta dei politici, oppure citando la costituzione. In realta’ la costituzione dice ben altro e chi sta al calduccio delle proprie sicurezze mal digerisce di immedesimarsi nei problemi altrui….neanche a Natale quando tutti pensano di essere piu’ buoni. Su questa categoria le decisioni devono essere calate dall’alto dai politici o dai magistrati perche’ da quello che si continua a leggere e vedere, le persone lungimiranti neanche dal cappello del prestigiatore (o dal sacco di Babbo Natale) vengono fuori.

  • Francesco

    A tutti i colleghi che invocano ed auspicano grandi liberalizzazioni e concorrenza nella distribuzione del farmaco , DICO CHE :
    io come molti altri colleghi non abbiamo paura di perdere “fatturato ” o marginalità , ma delle conseguenza che ne deriverebbero. Lei davvero pensa che introducendo un sistema fortemente concorrenziale , si porterà vantaggio ai cittadini? Bhe, io lo dubito…anzi! Qua il vero problema è il danno che subiranno i CITTADINI!!!! Finitela di fare gli ipocriti: la verità è questa, e chi ne farà le spese sara il paziente-cliente, che purtroppo diventerà solo CLIENTE al quale vendere ad ogni costo qualsiasi schifezza , pur di far cassa! e questo varrà per tutti : farmacie , parafarmacie e GDO!!!!Sicuramente ad oggi alcuni colleghi non si fanno scrupoli e dispensano prodotti anche quando la situazione non lo richiederebbe, ma sicuramente è una piccola minoranza . Forse Tizio risparmiera 1, 2, 3 euro su un medicinale, integratore eo parafarmaco…ma forse manco ne aveva bisogno!!!!! Io sono stato sempre deontologicamente e professionalmente corretto, ogni giorno dalla mia farmacia escono pazienti con la busta vuota ma con tanti consigli e raccomandazioni….ogni giorno distolgo dall’acquisto di prodotti inutili per Tizio, Caio o Sempronio, che magari avevano visto in pubblicità ( altra rovina per la salute pubblica!!!!) …..e sono convinto che anche voi e la stragrande maggioranza dei colleghi si comporti ugualmente. Ma se si procede con queste liberalizzazioni selvagge e la concorrenza tra i vari competitors diventerà accanita , pensate che il comportamento professionale potrà ancora prevalere sull’interesse commerciale????

    Saluti a tutti e un sereno Natale!

  • Enrico

    Ma si…. La professione del farmacista sta sparendo, sono finiti gli anni dell’ottocento dove il farmacista era un medico che curava con pozzioni miracolose, oggi è un mero commesso che legge una carta e ti da una scatola; il solo rispetto che merita è quello di aver studiato alla pari di un laureato in lettere che magari ha fatto salti mortali per insegnare o entrare in un giornale e non ne fa della vita una questione economica, perchè basta avere soldi per comperare una farmacia. Anni or sono quella dei farmacisti era un lobbi come quella dei notai, che anche quest’ultimi ormai la vedono brutta, con la gente che si 3 preventivi prima di fare un atto e con lo stato, a giusto modo, ha aperto gl’occhi a tutti con semplici percentuali con le quali puoi stimare il costo di un atto. Non vedo l’ora che si possano fare i controlli incrociati con codice fiscale e ricetta come si deve, così la finiscono di gestinare farmaci (vedi servizi in tv). Meditate cari farmacisti…. vi ritrovate una laurea inutile, meglio essere geometra si infilano ovunque…

    • Paolo

      Ahahahah, ma come parli?

  • Maria

    ancora con questa invidia!sarà la stessa che il titolare della farmacia da 2 milioni di euro prova per il suo collega con la pianta organica più grossa da dargli un giro di 5 milioni di euro?ne parlate troppo per essere un sentimento sconosciuto!lo stesso per il livore…infatti vedo certe facce giallognole di bile…non ce la fate proprio ad accettare alla pari i professionisti come voi senza la farmacia di papà….e quella povera dipendente di quel titolare che non assumerebbe mai Rosario, tanto felice?ma dottore…ne è sicuro? sa quanto abbiamo dovuto fingere di stare bene per tirare avanti al giorno dello stipendio?farmacisti che “offrono il doppio” francamente non ci credo nemmeno se vedo il contratto, ecco perchè è rimasta li, perchè è inutile cercare, i titolari sono tutti uguali, provare per credere.

  • VITTORIO

    SE FINISCE LA STORIA DI UNA PROFESSIONE SOLO IL PROFESSIONISTA NE HA LA COLPA… TITOLARE CHE TI SEI AMMALIATO PER LUNGHI ANNI NELLE BRACCIA DELLE CASE FARMACEUTICHE… QUESTA E’ LA RICOMPENSA.

  • Enrico

    I farmacisti sono semplicemente ladri autorizzati. Ma le cose mi sa tanto che stanno cambiando, la maggior parte hanno debiti fino al collo con le Asp che pagano a quando vogliono loro, molti si sono indebitati a comprare e ora vedono le pene dell’inferno, ma fan finta di nulla perchè vivono di quell’aurea di sogno di ricchezza che una volata poche categorie avevano. Oggi un agente di commercio di alto livello o un perito assicurativo di alto livello quadagna più di una farmacia senza i costi e i rschi di una farmacia, senza parlare di mille categorie nascoste come sale scommesse agenti immobiliari e tanto altro. Ovvio in tutto c’è una eccezione, ma il farmacista non è più l’unica categoria, anzi vivono di fumo.

    • Paolo

      Ladri? temo che tu non conosca il significato di questa parola…cerca di guardarti attorno!

  • Mario

    Posso essere d’accordo con quello che dici nella seconda parte, ma mi spieghi allora perchè saremmo “ladri autorizzati”? Per favore certe definizioni lasciamole alle banche…con tutto il tempo dedicato al pubblico servizio che diamo ci manca solo questa!

  • susanna savoldello

    l’apertura di nuove farmacie e la liberalizzazzione dei farmaci di fascia c dara’ lavoro ai tanti laureati in farmacia e magari un guadagno un poco superiore all’attuale che e’ una cifra vergognosa per la categoria.

    • Mario

      MA i calcoli li sapete fare? Se il mercato dei farmaci non può essere aumentato e si aprono più farmacie, in più si liberalizza il farmaco anche nelle parafarmacie e gdo… Aumentano i dipendenti e aumentano i negozi, ma credete devvero che aumenteranno gli stipendi??? MA vivete in una utopia???

  • MARCO

    Mi vergogno di essere farmacista!!!! ogni volta che leggo tutte queste recriminazioni!Tutti volete più soldi e questo ha portato allo scontro tra titolari dipendenti e parafarmacie….E così invece di valorizzare la nostra professione abbiamo dimostrato a tutti che non siamo indispensabili.Sapete una cosa? Secondo me tra non molto non ci saranno più i farmacisti perchè a ben guardare cosa sappiamo fare? controllare che stiamo dando la scatola giusta con una ricetta in mano!!!!! Secondo voi ci vuole una laurea per leggere?????? Chiunque sarebbe capace!E poi leggo lamenti perchè la moglie del titolare serve al banco!!! E che ci vuole??? Avete mai sentito della moglie di un medico che visita i pazienti? Forse perchè non sarebbe in grado!!O i magazzinieri che fanno il nostro lavoro!! Le industrie e le leggi ci penalizzano nelle preparazioni galeniche!Non vogliono che le facciamo!!Punto e basta!! Il consiglio ormai lo dà la tv non serve un professionista!! E presto con le ricette elettroniche qualcuno si accorgerà che il farmacista è utile alla sanità come gli ausiliari del traffico alla circolazione stradale!!!! SOP OTC in farmacia no anche fuori…si ma con un farmacista…ma anche no..però alcune medicine mettiamole negli autogrill e sugli scaffali senza bisogno di un farmacista=lì è iniziata la nostra fine!Per lotte interne nostre, complimenti!!!Veramente vi sentite indispensabili per quei 4 consigli che date a chi non ha già parlato col medico o cercato su internet o visto la pubblicità in tv???? Pensate che senza di noi il sistema sanità collasserebbe???Se si vi illudete
    ADDIO

    • Rosario Musumeci

      Io non chiederei mai un consiglio ad un magazziniere…pero’ mi farei volentieri visitare dalla moglie del mio medico.

    • marti

      fai bene a vergognarti..ma di dire certe cose..non di essere un farmacista..non hai capito proprio nulla del nostro lavoro!

  • MARCO

    BUON ANNO A TUTTI : TITOLARI “COLLABORATORI” “PARAFARMACISTI” MAGAZZINIERI E MOGLI DI TITOLARI !!…E DEL TUO MEDICO

    • Rosario Musumeci

      Portero’ personalmente i tuoi auguri alla paramedica, ma ricambio sentitamente anche a te paraMarco: buon para2013!

  • maurizio

    Ho comprato una farmacia rurale 6 anni fa, lavoro 13 ore al giorno e a stento mi posso permettere un collaboratore. Mi sono indebitato e ho messo un0’ipoteca su un immobile di famiglia per poterla acquistare.l’ho comprata per il doppio del fatturato come si faceva fino a cinque anni fa.Oggi, sto pensando seriamente di rivenderla, ma non ho acquirenti, le uniche offerte che ho ricevuto neanche mi permetterebero di coprire l’ipoteca. Sto seriamente pensando di licenziare il mio unico dipendente e non lo faccio perchè adesso mi costerebbe troppo farlo.guadagno a stento 2000 euro al mese e mi sto rovinando la vita perchè non ho piu’ neanche un minuto di tempo libero. Spero che Bersani leccaculo della grande distribuzione capisca come sta rovinando un sistema che non aveva uguali. La sanita pubblica fa schifo perche nelle asl ci sono i diriginti nominati dalla politica. la spesa farmaceutica in Italia (quella delle farmacie) è in calo da 10 anni, i fatturati si sono ridotti del 50%, hanno cambiato le leggi 8 volto in 3 anni senza nessun rispetto per il alvoro che ,tranne per le grandi farmacie di città che vendono la qualsiasi, non è piu conveniente. I grossisti rivendo i farmaci all’estero, farmaci importanti sono sempre piu’ difficili da trovare, i corrieri in provincia hanno ridotto il numero di consegne e stanno licenziando il personale ( ma di questo nessuno ne parla). Io non sono ne ricco ne ho mai voluto esserlo. Vorrei solo campare, ma sono ridotto all’osso.Forse mi conviene aprire una bella Parafarmacia in un luogo turistico e vaffanculo alle 800 anime che dovranno fare 25 km per avere un bentelan in fiale!!

    • Rosario

      Mamma mia certe menate non si possono proprio sentire.
      Non vedo cosa c’entra Bersani: il quale non sta rovinando proprio nulla. Magari prova a trovare la causa dei tuoi problemi con i vari governi Berlusconi e Monti che hanno fin qui modificato la storia, invece di dire caxxate. Il valore della ricetta e’ calata a causa di Bersani? Oppure e’ la concorrenza di qualche corner GDO con SOP e OTC che ti ha spaventato?
      Secondo te la crisi non ha influito? O forse non sai gestire l’attivita’ ed il problema sei tu?…tutto puo’ essere.

  • Danilo

    Cara dott.ssa Festa…secondo me la prima domanda che doverebbe porsi è: perchè ho dovuto fare un mutuo ed ipotecare la casa per aprire una farmacia? Cosa mi ha realmente spinto a farlo?
    Se la sua risposta è “per la mia professione” il suo argomento cade, mi consenta…la professione di farmacista esiste ancora.

  • Alessandra Venco

    Gentili e cari Colleghi,forse, prima di acquistare (addirittura a 2 volte il fatturato) avreste fatto meglio a leggervi qualcosa sulle “bolle speculative”. Ad iniziare dai tulipani. Ovviamente sono solidale con la categoria ma (data l’età) posso dire che chi è stato “furbo” ha acquistato e venduto in tempi opportuni. Chi invece… Mi spiace moltissimo perchè considero la nostra professione uno dei cardini della Sanità. Cordialità. Alessandra Venco

  • francesco

    Comprare una farmacia 2 volte l’importo del fatturato è da matti, pensavate di rivenderla a tre volte il fatturato?
    Oggi, come sei anni fà, le farmacie quando sono in “buona salute”, valgono appena la metà dell’utile da non confondere con il fatturato.
    In futuro l’investimento verrà fatto sulle capacità del professionista e non sulle potenzialità lavorative che offre una licenza a numero chiuso.

  • Alessandra Venco

    Per Francesco. Condivido la tua opinione e per questo, mi tengo fuori dal “sistema”. Comunque, nella grande maggioranza dei casi (andiamo più indietro dei 6 anni) accadevano “speculazioni” assai maggiori. Tra gli anni ’70 e il 2000 altro che triplicare… Credimi.In genere, però, la farmacia passa da padre in figlio e fare certi rapporti rifacendosi a realtà lontane è difficile. Il problema è l’acquisto oggi.

  • Andrea

    È finita la…festa!!ahahahahahah P.s. La salute del cittadino e’ a rischio con le liberalizzazioni?!?! Ma fatela finita, menzogneri!!!!!!! W Bersani!!!!!!!!!

  • ric

    fine della lingua italiana

  • Alessandro

    Dalle mie parti ci sono alcune farmacie che fagocitano buona parte dei clienti comportandosi esattamente come dei supermercati: grossi sconti e commessi che sostituiscono i professionisti al banco e voi vi preoccupate che qualche collega potrà forse avere la possibilità di dispensare tutti i farmaci e avere forse uno stipendio dignitoso? Mi fate veramente ribrezzo. Andate a vedere il nostro esimio presidente Mandelli: dopo essersi presentato come sindaco di Monza (ed essere stato trombato) ora ci prova di nuovo come senatore nelle prossime elezioni con lo stesso Partito del Ladri (PdL) che accomuna camorristi come Cosentino e mafiosi come Dell’Utri. Questa sì che è una scelta coerente.

  • LaMatematicanonsaràmaiilmiomestiere

    ………………, cosa che non sarebbe possibile sè non ….esisterebbero…. regole all’apertura delle farmacie,…………………..

    • Francesco Papi

      Sarei grata di una risposta che possibbilmente toglierebbe dalla mia mente ….

      Articolo quanto mai attuale, ma scritto veramente da “cani” e con calcoli probabilistici da 1* elementare

  • Byhoork

    A distanza di tre anni spero che qualcuno abbia capito. In bocca al lupo